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Serracchiani: «In Friuli tutto il Bellunese»

La presidente invita a rispettare la volontà popolare e poi lancia la frecciata «Uniamo sotto la nostra “specialità” le montagne e i parchi delle Dolomiti»

SAPPADA. Di provocazione in provocazione. Il governatore Zaia dice che porterà Trento e Bolzano al mare, se Sappada passerà col Friuli? Debora Serracchiani, presidente Fvg, s'intromette per chiedere: ma non è meglio che passiate con il Friuli? Quanto meno il Bellunese.

«Io credo che debba essere rispettata la volontà dei cittadini, che sono stati molto chiari e si sono espressi liberamente», ha commentato la presidente a proposito dello stralcio del Senato. E, si badi, lei è la vicesegretaria del Partito Democratico.

Poi ha aggiunto: «Sono tanti, tra l'altro, i Comuni del Bellunese che hanno già fatto i referendum e si sono espressi nello stesso modo. A questo punto mi chiedo se non sia importante per me invitare l'intero Bellunese a congiungersi sotto la “specialità” del Friuli Venezia Giulia per mettere insieme il patrimonio straordinario che abbiamo, la nostra montagna e i parchi delle Dolomiti, visto che parliamo di gente che ha lo stesso comune sentire».

Serracchiani fa quindi la sintesi storica della vicenda di Sappada, mandando a dire, indirettamente, a chi ieri ha chiesto ulteriori approfondimenti, che questi, di fatto, ci sono già stati.

«Nel 2008 la cittadinanza di Sappada, con un referendum, aveva manifestato la propria intenzione di entrare a far parte della Provincia di Udine con una maggioranza pari al 95% dei voti espressi. Dopo che il via libera al distacco era stato votato dal consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia nel 2010 e dal consiglio regionale del Veneto nel 2012, lo scorso febbraio il passaggio è stato approvato, sulla scia di analoga decisione della Commissione Bilancio, anche dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato».

Fin qui la Serracchiani. E che cosa replica colui che in regione si presenta come il suo antagonista, Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega Nord alla Camera? «Quella del senato», polemizza, «è una decisione vergognosa, che riflette ancora una volta l'incapacità del Partito Democratico di rispettare la volontà popolare».

«Un fulmine a ciel sereno», commenta il deputato, «che ci ha lasciati a bocca aperta sia nel metodo che nel merito, visto che fino a poche settimane fa gli stessi partiti di maggioranza si erano pronunciati entusiasticamente rispetto all'estensione dei confini territoriali regionali al sappadino. Oggi invece la bocciatura da parte del Partito Democratico è stata doppia, prima nella conferenza dei capigruppo e successivamente in aula quando, su proposta della Lega Nord, si è votata la riammissione della proposta nell'ordine del giorno».

Delusione, intanto, in tutto il Friuli per quanto avvenuto al Senato. In particolare hanno manifestato questo disagio Francesco Brollo, sindaco di Tolmezzo, e Diego Navarria, presidente della Comunità dei sindaci di lingua friulana, che nei giorni scorsi avevano invitato i parlamentari della Regione a votare sì.

«Saggi il Governo e i capigruppo che hanno deciso di rinviare la trattazione del disegno di legge per il passaggio del Comune di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia», è invece il commento del senatore Pd Lodovico Sonego. A ruota Laura Fasiolo, senatrice Pd del goriziano. «Ritengo che sia necessario un approfondimento proprio per non deludere le aspettative della gente che da tempo

aspetta il passaggio di Sappada dal Veneto al Friuli. Il rinvio è stato una misura di cautela e di prudenza necessaria per trovare i giusti consensi, perché la volontà popolare che è stata espressa con il referendum va assolutamente rispettata».(fdm)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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