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L’Olimpico, lo stadio più vuoto d’Italia

In 21 gare di campionato una media di 523 spettatori, appena 665 nelle due gare di playoff; numeri doppi a Torre Pellice

CORTINA. La Sportivi Ghiaccio Cortina è ultima nella classifica degli spettatori allo stadio, sia durante le partite di campionato e sia durante quelle dei play off. Secondo i dati riportati sul sito della Lega Italiana Hockey Ghiaccio (www.hockeyghiaccio.net), su 21 partite giocate in serie A all’Olimpico si sono registrati un totale di 11.002 spettatori, con una media di 523 a partita. A guidare la classifica c'è la squadra del Valpellice, con 23.758 spettatori, e una media di 1.131 a partita; poi l'HC Val Pusteria, con 21.905 (1.043 a partita), l'Asiago con 17.901 (852 a partita), l'HC Gherdenia, con 14.503 (690 a partita), il Renon con 13.022 (620 di media a partita), il Vipiteno con 12.416 (591 a partita), il Fassa con 11.653 spettatori per la stagione (con una media di 554 a partita).

Non è andata meglio nemmeno nei play off: nelle due partite disputate dalla squadra ampezzana si sono raccolti in totale 665 spettatori. Meglio hanno fatto il Renon con 896 spettatori in due partite, e il Fassa con 1.121 divisi su due gare. In testa, come partecipazione di pubblico nei play off, l'HC Val Pusteria con 3.130 spettatori in tre partite, quindi più di mille a gara; poi il Gardena con 1.950 in due partite, l'Asiago con 3.490 in quattro partite (con una media di 872). Al quarto posto il Valpellice con 2.578 spettatori su tre partite, con una media di 859, e il Vipiteno con 1.705 su 3 partite, 568 spettatori di media.

Lorenzo Lacedelli, presidente della società ampezzana, tenta di trovare una chiave di lettura dei dati di affluenza.

«Un calo generale di affluenza c'è stato in tutti gli stadi. La realtà è che a Cortina l'indotto è molto minore che altrove. Brunico, ad esempio, raccoglie tutta la Val Pusteria e si parla comunque di oltre 20 mila persone, mentre a Cortina gli abitanti sono 5.800 e quindi, se vengono in 600 allo stadio, significa già oltre il 10% della popolazione».

Ma è tutto qui il problema secondo lei?

«No. A Cortina in più c'è una pigrizia generale a muoversi, ad uscire e a partecipare alle varie iniziative che vengono organizzate nel nostro paese. È ovvio comunque che i risultati negativi della squadra non aiutano. Il campionato non è stato molto interessante, mentre la gente vuole divertirsi. La trasmissione in televisione delle partite, inoltre, non ha aiutato. Se da un lato fa bene agli sponsor, dall'altro toglie affluenza allo stadio».

Quanto può influire la presenza o meno di pubblico sul rendimento della squadra?

«Trattandosi di professionisti, la squadra dovrebbe giocare bene anche se non ci sono spettatori. È chiaro però che se c'è incitamento da parte dei tifosi la squadra ne risente positivamente e il rendimento non può che migliorare».

Come aumentare l'interesse a venire allo stadio?

«Ci vorrebbero intanto un bel bar e un buon ristorante all'interno, dove gli spettatori possano intrattenersi; inoltre sarebbe utile investire sul riscaldamento, come è stato fatto durante le partite di qualificazione per le Olimpiadi, e magari organizzare qualche evento collaterale, un po' di festa; ma per quello ci vogliono un po' di soldi in più che al momento la società non ha».

E

aumentare il livello con giocatori più qualificati?

«La società ha fatto una scelta di comprare meno stranieri per investire sui nostri giocatori . Se poi la gente non viene a vedere le partite neanche per tifare quando giocano i nostri, allora cosa vogliamo?»

 

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