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Rinasce il Col di Roanza cucina tipica e trekking

I nuovi gestori porteranno cavalli e asini per le escursioni nel territorio Domani è in programma l’inaugurazione del rifugio, che riapre dopo mesi

BELLUNO. Passeggiate a cavallo ai piedi del Serva. Domani riapre il rifugio Col di Roanza e i nuovi gestori hanno in mente un programma che punta a valorizzare le eccellenze del territorio. Dai prodotti agricoli, che troveranno ampio spazio in cucina, alla natura, da far conoscere attraverso attività come il trekking.

Fautori del rilancio del rifugio sono Piergiorgio De Filippi, titolare dell'azienda agricola Il Rosmarino a Marcon, e la sua socia Cristina Fornasier, che hanno acquisito la gestione della struttura (la proprietà è della cooperativa di Sopracroda) all'inizio di gennaio. Hanno fatto qualche lavoro di ristrutturazione in cucina e nella sala da pranzo e domani inaugureranno la nuova stagione del Col di Roanza. L'appuntamento è dalle 10 in poi, per brindare insieme, e i bellunesi sono tutti invitati.

Non stupisca la provenienza geografica dei nuovi gestori: l'azienda Il rosmarino, infatti, fa parte dell'associazione temporanea di scopo I borghi della Schiara. «Intendiamo dare vita ad una piccola economia locale legata all'uso dei prodotti del territorio, alla ristorazione tipica e alla promozione del turismo diffuso», spiega De Filippi. Da venticinque anni lui e Cristina Fornasier sono impegnati nella conservazione, diffusione e valorizzazione delle sementi antiche, e con la riapertura del rifugio Col di Roanza stanno per realizzare il loro sogno di integrare la loro esperienza di recupero e promozione di ortaggi, frutti e cereali dimenticati del territorio. La cucina sarà assolutamente a chilometri zero: «Nel Bellunese negli ultimi anni c'è stata una riscoperta dell'agricoltura locale, e noi abbiamo collaborato con gli agricoltori per portare avanti questo approccio», continua De Filippi. «Cercheremo dunque di valorizzare, nei nostri piatti, i prodotti locali».

Ma il rifugio vuole anche offrirsi come riferimento per le realtà associazionistiche che cercano uno spazio di ritrovo, come luogo di aggregazione e, non ultimo, come punto di partenza per la conoscenza del territorio ai piedi del Serva. De Filippi porterà i cavalli Haflinger e alcuni asini, con i quali sarà possibile fare trekking in zona. «Questo territorio è pieno di ricchezze, un gioiello vicino alla città,

che merita di essere conosciuto e valorizzato», conclude De Filippi, che sta cercando una struttura dove poter ospitare i cavalli.

Il rifugio sarà aperto dal martedì alla domenica dalla prima mattina fino a sera inoltrata, sarà possibile anche organizzare serate a tema e su prenotazione.

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