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BELLUNO

Tre opere di grande valore per il nuovo museo civico

Sono state consegnate dalla Fondazione Cariverona. Entro fine anno sarà aperto Palazzo Fulcis, in corso le gare per l’allestimento
BELLUNO. Entro fine anno il nuovo museo di Belluno, a Palazzo Fulcis, sarà aperto al pubblico. È la speranza dell’assessore alla cultura di Palazzo Rosso, Claudia Alpago Novello, ma anche del conservatore del museo cittadino, Denis Ton. 
 
Nelle sale di Palazzo Fulcis (2900 metri quadrati rispetto agli attuali 800 della sede di piazza Duomo) potranno essere esposti i capolavori che ora si trovano nelle piccole sale del museo civico. E anche di più. A Palazzo Fulcis troveranno, infatti, sicuramente posto tre opere di enorme valore che sono state consegnate al museo dalla Fondazione Cariverona: non si tratta di una donazione, le opere continuano ad appartenere alla Fondazione, ma si spera che questa consegna, avvenuta nei giorni scorsi, sia permanente. 
 
I tre quadri sono: «La pianta prospettica di Belluno», (1690) di Domenico Falce; «Baruffa tra zatteri e biri nella piazza del Duomo», (1718) di Antonio Lazzarini e Pietro Brancaleone; «La famiglia del satiro» (1720) di Sebastiano Ricci. Opere affascinanti, arrivate a Belluno soprattutto grazie alla lungimiranza di Paolo Conte
che è riuscito a convincere l’allora presidente della Fondazione Cariverona, Paolo Biasi, a comprarle dall’Unicredit che dalla sede di piazza Martiri a Belluno le stava per trasferire a Milano, con il serio rischio che a Belluno non potessero tornare mai più. 
 

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