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AGORDO

Morso da staccargli il dito condannato a quattro anni

Litigata in discoteca tra due uomini per una ragazza. Una donna, accusata di aver calunniato la vittima, ha preso due anni e mezzo

AGORDO. Baruffa per una donna in discoteca. Condannato a quattro anni Christian Farenzena, per calunnia e lesioni personali aggravate: la falange di un mignolo staccata con un morso, unghia compresa. Condannata a due anni e sei mesi la fidanzata di allora Dori Precoma, per il reato di calunnia. Cioè l’aver incolpato la parte offesa, un giovane agordino, di aver sferrato un pugno all’imputato, pur sapendolo innocente. Nessuna legittima difesa, secondo il giudice Coniglio, di conseguenza nessuna attenuante concedibile. Neanche per la ragazza, perché ha un precedente penale.

La sentenza è arrivata alla fine di una camera di consiglio, piuttosto lunga e non solo perché c’era da decidere anche su una guida in stato di ebbrezza. Le richieste del pubblico ministero Rossi erano state più basse: tre anni e tre mesi per lui e due anni e altrettanti mesi per lei. Per non parlare dell’arringa dell’avvocato Tormen, il difensore di entrambi. È prevedibile, anzi scontato che il legale di fiducia presenti appello, in modo da ottenere una riforma della sentenza, nel senso di uno sconto.

I fatti contestati sono della sera del 16 dicembre 2012, al Disco Planet di Agordo. Durante l’istruttoria dibattimentale, si sono ascoltate versioni contrastanti, anche perché qualche testimone aveva bevuto troppo, per ricordarsi qualcosa di preciso e utile.

La vittima era andato nel locale con amici. Qui aveva incontrato la ragazza, che avrebbe cominciato a ballare con lui. I due si sarebbero poi spostati per parlare in un luogo appartato. L’imputato si presenta per due volte, ma chissà che parole volano. La seconda volta scatterebbe un’aggressione. I due finiscono a terra e il morso è così violento da provocare il distacco di un pezzo del mignolo.

Farenzena ha raccontato, invece, di essere arrivato con un amico e aver trovato la morosa. Aveva bevuto quattro birre e una era volata dal banco, durante la colluttazione, accompagnata da alcune parolacce e un pugno. Una volta sul pavimento, l’uomo si ritrova un dito in bocca e un altro in un occhio. Il morso è sicuro, come le scuse (respinte) di un mese e mezzo dopo, davanti

al vicino bar Centrale.

La Precoma, che ha assistito alla litigata, parla di un pugno dato dalla vittima a Farenzena, il sangue a un dito del primo e aggiunge il suo tentativo di recuperare dei tovagliolini, per tamponare la ferita, in attesa dell’arrivo dei sanitari. Condannati entrambi.

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