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valle di cadore

Coltivava 137 chili di marijuana nel suo giardino

I carabinieri hanno sequestrato un raccolto che avrebbe fruttato almeno 250 mila euro

VALLE DI CADORE. Una piantagione di marijuana: 137 chili di piante, in un giardino. È stato arrestato dai carabinieri di Cortina e Pieve di Cadore un 50enne di Venas con qualche precedente penale ed è stata sequestrata tutta la cannabis che, vistosi scoperto, l’uomo aveva tentato prima di bruciare e poi di seppellire. Le foglie verdi sono state un ostacolo impossibile per il fuoco e il piccone dei militari ha scovato quelle nascoste. L’indagato deve rispondere di coltivazione di sostanze stupefacenti e si trova rinchiuso a Baldenich, in attesa dell’udienza di convalida, che potrebbe slittare a lunedì. È difeso dagli avvocati Marianna Hofer e Alessandra Da Col.

Il luogo della coltivazione illegale era sotto controllo solo da poco tempo, ma i militari sono stati costretti a far scattare l’operazione nella tarda mattinata di giovedì, dopo che un sopralluogo a distanza aveva messo in evidenza il fatto che la quasi totalità della piantagione era improvvisamente sparita, malgrado solo il giorno prima fosse stata vista al suo posto. Una volta informata la procura, si sono velocemente organizzati e hanno fatto irruzione nella casa accanto al terreno, dove presumevano vivesse il coltivatore. Davanti alla porta di entrata, un uomo che si muoveva tra alcune piante di cannabis in vaso, neanche fossero ornamentali. Stava cercando di nasconderle, forse perché si era accorto di essere sotto osservazione o sulla base dell’informazione di un vicino di casa. Nella coltivazione, c’era rimasta soltanto una dozzina di piante, alte fino a due metri. L’uomo non ha opposto resistenza all’arresto, consegnando anche le chiavi di una piccola baracca prefabbricata, all’interno della quale i militari hanno trovato una serra attrezzata per l’avviamento della coltivazione con fari alogeni, impianti di ventilazione d’irrigazione, misuratori elettronici di temperatura e di ph, fertilizzanti e 22 piantine, che in seguito sarebbero state spostate all’esterno.

Nel campo delimitato da una recinzione metallica e con una serie di lamiere per ripararlo dagli sguardi, sono stati trovati rami di piante solo parzialmente bruciati. Il resto era stato nascosto sotto terra, a circa un metro di profondità e, quindi, a portata di piccone. L’indagato ha anche offerto il suo aiuto, ma la sua disponibilità non è stata accolta. Intanto, era stata perquisita l’abitazione e il risultato era stato il ritrovamento di una ventina di grammi di marijuana essicata e due bilancini di precisione. Tutti segnali inequivocabili di un’attività anche di spaccio, oltre che di coltivazione: l’ipotesi di reato, dunque, è detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti.

La pesatura delle piante è avvenuta in un vicino supermercato, con i carabinieri ancora sporchi di terra e il risultato è stato davvero stupefacente: 137 chili in tutto, dei quali almeno una trentina di foglioline per un valore commerciale di 250 mila euro (un grammo costa circa 9 euro). Dopodomani l’udienza di convalida davanti al gip, nella quale l’uomo dovrà dare delle spiegazioni sulla propria attività illegale. Oggettivamente impossibile sostenere l’uso personale, con tutto il quantitativo di cannabis, che è stato posto sotto sequestro.

Non è il primo arresto in materia di stupefacenti, nella zona del Cadore da parte dei carabinieri della Compagnia di Cortina. È di metà aprile quello del 25enne V.S., di origini albanesi, ma da tempo residente in zona, trovato con una serra di marijuana nel suo appartamento vicino alla centrale piazza Tiziano, a Pieve.

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