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Crisi alla Procond di Longarone: tremano 290 lavoratori

L'allarme di Cgil e Cisl dopo l'incontro con l'azienda al Ministero: “Seri e stringenti problemi finanziari, a rischio la continuità produttiva". Chiesto un incontro urgente al Prefetto

BELLUNO. “Ci troviamo di fronte a una situazione paradossale: stabilimenti che in 15 anni non hanno fatto neanche un'ora di cassa integrazione e che potrebbero avere una propria autonomia funzionale grazie a commesse e clienti importanti, che adesso rischiano di essere affossati da un debito strutturale e gestito male dagli attuali vertici aziendali, gruppi finanziari che pensano solo a spolpare gli stabilimenti senza fare gli investimenti necessari”. Forte la preoccupazione di Bruno Deola, segretario generale aggiunto della Fim Belluno Treviso, per quanto sta succedendo alla Procond Elettronica di Longarone, azienda che impiega 290 addetti e che fa parte del Gruppo Selcom, produttore di schede elettroniche.

Mercoledì 7 settembre al ministero dello Sviluppo Economico si è svolto un incontro richiesto dalle parti sindacali circa la situazione del Gruppo Selcom, che occupa ad oggi circa 770 lavoratori distribuiti negli stabilimenti della Procond Elettronica di Longarone (290) e nelle sedi di Bologna (360), Palermo (110) e Milano (10).

“Nel confronto svolto in sede ministeriale", fanno sapere la Fim Cisl Belluno Treviso e la Fiom Cgil Belluno, "sono emersi seri e stringenti problemi finanziari che l’azienda non aveva mai rappresentato in queste dimensioni alle RSU e alle organizzazioni sindacali. Le problematiche descritte potrebbero, anche nel breve periodo, mettere in discussione la continuità produttiva di tutti gli stabilimenti italiani con ricadute drammatiche sotto il profilo occupazionale. Questa situazione, anche di fronte al miglioramento dei conto economico nel primo semestre dell’anno (frutto dell’impegno e della professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici) non è tuttavia sufficiente a garantire il futuro”.

A fronte di questa situazione, figlia di un passato debitorio importante, la Fim Cisl e la Fiom Cgil di Belluno hanno evidenziato con forza la propria preoccupazione e le responsabilità in capo all’attuale gruppo dirigente. Le organizzazioni sindacali ritengono indispensabile l’impegno del Governo, delle istituzioni locali, delle banche e di tutti i soggetti interessati a salvaguardare un patrimonio industriale, professionale e tecnologico nonché occupazionale affinchè sia fatto tutto il necessario per evitare che la situazione diventi definitivamente compromessa.

Per questo la Fim Cisl e la Fiom Cgil di Belluno si sono già attivate su diversi fronti, compreso la richiesta urgente di un’incontro con il Prefetto e amministratori locali. Inoltre le organizzazioni sindacali,

nel ritenere importante il ruolo del Ministero dello Sviluppo Economico nel cercare possibili vie d’uscita, oggi hanno informato le lavoratrici e lavoratori di Procond sulla situazione. Il confronto è stato aggiornato a venerdì 16 settembre alle 11 al Ministero dello Sviluppo Economico.

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