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Il corpo della Schneider in fondo a un canalone tra Alpago e Claut

C’è il corpo di una donna in una valle ai piedi del monte Teverone. Potrebbe essere quello di Janna Schneider, l’escursionista tedesca scomparsa da oltre un mese e mezzo, oggi il recupero

BELLUNO. C’è il corpo di una donna in una valle ai piedi del monte Teverone. Potrebbe essere quello di Janna Schneider, l’escursionista tedesca scomparsa da oltre un mese e mezzo. Lo ha avvistato ieri pomeriggio un operatore del Soccorso alpino bellunese, che si trovava sul Teverone per un’escursione.

Completata la ferrata Costacurta, l’uomo ha trovato un marsupio lungo il sentiero. Lo ha aperto e ha trovato all’interno una carta di credito intestata a Janna Schneider. A quel punto si è guardato intorno e in fondo ad una valle, in un canalone, ha individuato i resti di un corpo umano.

Ci sono pochi dubbi sul fatto che possa trattarsi dell’escursionista tedesca, ma la certezza si avrà solo dopo il recupero, previsto per oggi. La zona si trova al confine fra le province di Belluno e Pordenone (i comuni interessati sono quelli di Chies e Claut) ed è stato avvisato anche il magistrato friulano per avviare le operazioni di recupero del corpo. Ritrovato a circa 2000 metri di quota, lungo l’Alta via numero 7 dell’Alpago che la donna aveva indicato di voler percorrere quando ha lasciato la Germania, alla fine di luglio.

La sua auto è sempre rimasta parcheggiata al rifugio Dolada, e il gestore si era insospettito quando non ha visto tornare nessuno dopo due settimane dall’arrivo. Lungo il sentiero che da Forcella della Lastra porta al Col Mat, invece, a metà agosto un escursionista aveva rinvenuto il cellulare della ragazza (i genitori lo avevano riconosciuto come appartenente alla figlia).

Le ricerche erano andate avanti per giorni, impegnando decine di soccorritori, ma non era mai stata trovata alcuna traccia della donna. Non era stato possibile impiegare i cani da ricerca, perché la zona in cui si presumeva potesse essere scivolata Janna Schneider è molto impervia e gli animali avrebbero potuto ferirsi. Era anche stata aperta la sua auto, nella speranza di trovare qualche indizio utile per capire dove si fosse diretta, ma anche in quel caso nulla era emerso. Così le ricerche si erano fermate.

Ieri il ritrovamento di un corpo che potrebbe essere quello della giovane maestra di Munster. Oggi saranno avviate le operazioni per il recupero e le indagini per verificare l’identità della salma.

Solo allora si potrà avere la certezza

che Janna Schneider è finita in un canale, sotto al monte Teverone, sulle montagna che conosceva e che amava frequentare. Come sia successo, sarà difficile da capire. Durante le ricerche, infatti, non era stata esclusa alcuna ipotesi sul destino della giovane escursionista. (a.f.)

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