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Alfonsi patteggia per i diamanti in nero

L’orefice di Cortina ha concordato 10 mesi con pena sospesa per le quattro pietre vendute a un senatore senza scontrino

CORTINA. Quattro diamanti in nero. Un milione di euro dal senatore bresciano Riccardo Conti dell’allora Popolo della libertà, senza rilasciare alcun documento fiscale. Il gioielliere ampezzano, oltre che ex assessore comunale al Commercio e presidente dell’Ascom, Luca Alfonsi ha patteggiato 10 mesi di reclusione con pena sospesa e gli sono stati confiscati 638 mila euro e spiccioli. Il reato ipotizzato dal procuratore Francesco Saverio Pavone era dichiarazione infedele e il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza aveva esaminato il periodo tra il 2009 e il 2013, scoprendo che non erano state pagate abbastanza Ires, Irap e Iva, più gli interessi: al netto dei centesimi, 584 mila 707 d’imposte e 90 mila d’interessi nel 2009; 308 mila 722 e 37 mila nel 2010; 982 mila 695 e 93 mila nel 2011; 4 milioni 282 mila 475 e 262 mila nel 2012 e 1 milione 396 mila 438 e 29 mila nel 2013. Sette milioni e mezzo e mezzo milione d’interessi in tutto.

L’irregolarità più grossa è quella del 2012 e ha aperto la strada al patteggiamento proposto dall’avvocato Cesare Dal Maso e applicato dal giudice per le udienze preliminari Vincenzo Sgubbi. Mentre per le altre annate le evasioni sono inferiori alle nuove soglie previste dal decreto legislativo 158 del 2015, di conseguenza è scattato il non luogo a precedere. A suo tempo, Dal Maso spiegò che Conti aveva pagato con due assegni scoperti, pertanto Alfonsi era stato costretto a protestarli e a fare un decreto ingiuntivo, per riuscire a recuperare i soldi. Il denaro del parlamentare gli arriverà sul conto corrente sotto forma di bonifico bancario.

Alfonsi è il titolare di due punti vendita di Luca 1959: a Cortina, in corso Italia e a Portofino, in calata Marconi. I suoi clienti sono sempre stati personaggi più o meno noti della politica, dell’imprenditoria e dello spettacolo. Tra i nomi più altisonanti, c’è quello di Luca di Montezemolo, attuale presidente di Alitalia ed ex di Ferrari, giusto per ricordare solo un paio di incarichi. Anche lui ha fatto degli acquisti, ma ricevendo il regolare scontrino fiscale. Non pende alcuna accusa su di loro e non rischiano di essere a loro volta indagati, considerato che non hanno commesso alcun reato.

Nell’udienza di ieri mattina, al terzo piano del palazzo di giustizia, il gup Sgubbi ha accettato il patteggiamento, partendo da una pena base di un anno e riducendola fino a un terzo per il rito alternativo. La condizionale è stata concessa, tenuto conto del fatto che, presumibilmente, l’imputato non ricascherà nello stesso reato. Visto che era un patteggiamento, Pavone non era presente nell’auletta delle udienze preliminari, ma a fascicolo chiuso si lascia scappare un commento: «Alfonsi era colui che si lamentava di un’eccessiva attenzione da parte della Guardia di finanza nei confronti di Cortina. Mi sembra che qualche buon motivo ci fosse, dal momento che

ha dovuto patteggiare e, su questo, non ho messo becco. A parte il fatto che lo stesso Alfonsi era già stato condannato in abbreviato a otto mesi di reclusione per minaccia a pubblico ufficiale, nell’ambito del procedimento penale principale, che riguarda l’ormai ex sindaco Andrea Franceschi».

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