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LONGARONE

Il gruppo De’ Longhi rilancia la Procond di Longarone

Ufficializzato ieri il nuovo contratto di affitto per tre anni tramite Npe Srl. Sindacati contenti: «Salvati i posti di lavoro». Ieri in visita l’ad Fabio

LONGARONE. La firma è arrivata. La Procond di Longarone da ieri è in affitto alla Npe srl (Nuova Procond elettronica), società controllata dalla De’ Longhi di Treviso. Un’operazione che mette in salvo i 290 posti di lavoro di Longarone e dà continuità alla produzione, garantendo clienti e ordini.

L’intesa, si sapeva, era cosa fatta ed era stata anticipata la scorsa settimana, al termine del vertice al Ministero dello Sviluppo economico tra il gruppo Selcom (di cui fa parte Procond) e le parti sociali. Per mettere il tutto nero su bianco si è dovuto attendere la serata di giovedì, quando, dopo due giorni di frenetiche trattative, è stata apposta la firma davanti al notaio. La notizia è rimasta secretata fino a ieri mattina, quando è stata data anche a Piazza Affari.

L’affitto, della durata di tre anni, avrà un canone annuo di 300 mila euro. Ma la cosa importante è un’altra: l’accordo, infatti, contempla «un’offerta di acquisto irrevocabile e condizionata dell’azienda stessa», dice il gruppo locatario. In poche parole, alla scadenza della locazione De’ Longhi ha intenzione di acquisire la Procond. Procond che, con questo accordo, si prevede raggiunga nell’esercizio 2016 un fatturato verso i clienti, oltre a quello verso De’ Longhi, di circa 20 milioni di euro.

La società della Marca si è così assicurata il controllo operativo di un fornitore strategico di componenti elettronici, con la possibilità di ottenere benefici nello sviluppo tecnologico e in termini di costo per l’acquisizione di componentistica.

La notizia arriva in un momento molto critico per la Procond e per l’intero gruppo Selcom, che vanta un debito di 136 milioni di euro verso fornitori, Stato e banche. La situazione critica è venuta a conoscenza delle parti sociali un paio di settimane fa e ha fatto tremare i 770 dipendenti del gruppo: 290 nel Bellunese appunto (267 a tempo indeterminato e gli altri con contratti a termine), 360 a Bologna, 110 a Palermo e 10 a Milano.

Questa operazione non metterà al riparo da un’eventuale concordato preventivo la “vecchia” Procond e gli altri due stabilimenti della Selcom, per i quali il destino è ancora incerto.

«Siamo contenti», commentano all’unisono i sindacati di categoria, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm. «De’ Longhi ha riconosciuto l’eccellenza del sito produttivo e ha voluto dargli continuità. Nei prossimi mesi», sottolinea Luca Zuccolotto (Fiom), «vedremo come evolverà la situazione. La speranza è che qualche notizia positiva arrivi anche per i colleghi di Bologna e Palermo».

«L’arrivo di un gruppo industriale e non finanziario come De’ Longhi», commenta a sua volta Bruno Deola (Fim), «è motivo di soddisfazione e rasserena il clima pesante e di forte preoccupazione che era venuto a crearsi. Auspichiamo che si possa arrivare all’acquisizione definitiva. Con l’affitto, la società si impegna a mantenere interamente l’organico, composto da 290 lavoratori, nella sede di Longarone. È importante che sin da subito vengano mantenuti i volumi produttivi e tutti i clienti della vecchia società, per garantire la continuità produttiva a pieno regime».

Per quanto riguarda i lavoratori, i 267 a tempo indeterminato sono passati direttamente alla nuova società Npe srl. «Diverso il discorso che riguarda gli interinali (che da ieri sono a casa): nei prossimi giorni De’ Longhi vedrà se riconfermarli o meno», dice Zuccolotto.

«Siamo contenti, perché De’ Longhi ha intenzione di fare degli investimenti

nello stabilimento longaronese, soprattutto per quanto riguarda i macchinari ora un po’ datati. Non dimentichiamo», precisa infine Luciano Zaurito (Uilm), «che il gruppo trevigiano era il principale cliente di Procond, assorbendone la produzione per il 30-35%».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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