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È morto Luciano Dal Pont una vita fra auto e motori

Aveva 90 anni e nel 1964 aveva fondato la concessionaria Renault a Salce Imprenditore di successo, aveva saputo cogliere le trasformazioni del mercato

BELLUNO. Ha dedicato la sua vita al mondo dell’auto e dei motori. Fino a qualche mese fa lo si vedeva ancora passeggiare per la concessionaria che ha fondato, segno di un attaccamento a quel mondo che amava e che lo ha reso un imprenditore di successo. Luciano Dal Pont era un signore, nel vero senso della parola. Elegante, composto, pragmatico, appassionato delle auto e dei motori. Si è spento ieri mattina, a 90 anni, dopo averne trascorsi oltre cinquanta nella concessionaria di via del Boscon che ha lasciato ai figli, Maurizio e Annalisa.

Quella di Luciano Dal Pont è la storia di un uomo che si è fatto da sé. Partito come fabbro, negli anni bui della seconda Guerra Mondiale ha iniziato a dedicarsi al mondo delle due ruote. Le biciclette, prima. Tutto è iniziato grazie a un dono piovuto dal cielo. Nel 1943 un aereo americano lasciò cadere nella zona di Salce un serbatoio ausiliario. Luciano lo recuperò e utilizzò la benzina, mescolandola alla gomma per produrre mastice. Iniziò così a produrre e commercializzare copertoni per le ruote delle biciclette. Aveva 17 anni, e trasformò il seminterrato di Salce in un laboratorio.

I primi successi lo spinsero ad ampliare il seminterrato, che divenne un’officina. Nel 1946 decise di acquistare un motore "Cucciolo 48" della Ducati, che montò su un telaio costruito artigianalmente. Il suo ciclomotore trionfò alla Mostra provinciale dell’artigianato. Da lì la decisione di iniziare con la produzione in serie: Dal Pont diventa allora concessionario Ducati per la provincia di Belluno. E inizia un’escalation: realizza una rete provinciale di vendite, conia gli slogan Ducati, organizza un corso per conseguire la patente di guida e nei tre giorni del Giro d’Italia del 1955 vende 45 motociclette. Per tre anni consecutivi viene nominato primo concessionario Ducati d’Italia.

Nel 1964 gli arriva l’occasione che gli cambierà la vita: due manager della Renault di Bologna visitano l’officina in via del Boscon e nell’estate dello stesso anno Dal Pont diventa concessionario in esclusiva per la provincia di Belluno. Al meeting internazionale di Parigi del 1974 viene premiato quale primo concessionario Renault del dipartimento di Bologna, Italia Nord-orientale, con 342 auto vendute.

Nel 1983 amplia la concessionaria portandola a quattromila metri quadrati. Ci lavorano venti persone, impegnate anche nei servizi di elettrauto, gommista e carrozzeria. Ma Dal Pont investe anche a Feltre e Lozzo di Cadore. «Per me il lavoro è sempre stato un divertimento, un piacere, una passione», aveva detto due anni fa, mentre si apprestava a festeggiare i cinquant'anni di attività. Un riconoscimento che si unisce ai numerosi premi ottenuti: nel 1976 gli viene assegnato il titolo di Cavaliere del Lavoro, nel 1999 quello di Commendatore della Repubblica, nel 2014 anche l'Aci di Belluno gli consegna una targa (aveva fatto parte del direttivo del club). Nel 2006 inizia a commercializzare il marchio Dacia, controllato dalla Renault.

«Era una persona pragmatica, che sapeva cogliere le esigenze del mondo e trovare le soluzioni per dare una risposta efficace», ricorda Gianpaolo Bottacin, che da presidente dell’Aci Belluno gli aveva consegnato il riconoscimento nel 2014. «Diceva sempre che il problema degli enti pubblici è

la loro velocità di reazione agli eventi. Luciano Dal Pont era il classico imprenditore di una volta: elegante, cordiale, un vero signore. Ha contribuito a fare la storia imprenditoriale della nostra provincia».

Il funerale si svolgerà domani alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Salce.

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