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il caso

L'accusa: «Mi chiese dei soldi per l’intervento»

L’ortopedico Scorrano a processo, davanti al giudice testimonia il padre di un giovane calciatore infortunato

AGORDO. Operazioni a pagamento per i pazienti veneti. Gratis per i suoi paesani. L’ex primario di Ortopedia dell’ospedale di Agordo, Alberto Scorrano, è accusato di abuso d’ufficio e tentata concussione per induzione. Il medico salernitano è uno dei professionisti più stimati, anche nel mondo dello sport, e nel gennaio 2009 aveva scelto il rapporto di lavoro esclusivo in ospedale, di conseguenza le regole gli vietavano di esercitare l’attività chirurgica in regime di libera professione, sempre all’interno della struttura ospedaliera.

L’inchiesta della Guardia di finanza, su delega dalla procura della Repubblica è del 2013. Un giovane calciatore del Lovispresiano, ora maggiorenne, di nome Menegaldo, si rompe il legamento crociato di un ginocchio. Il padre, sentito per primo ieri mattina tra i testimoni del procuratore Pavone, ha raccontato di essersi rivolto al medico di base Lucio Gallo di Vittorio Veneto, che gli ha consigliato Scorrano. Il 13 novembre la visita che stranamente gli costerà 102 euro alla cassa, invece che i 170 previsti, la conferma della diagnosi e, dopo aver ammesso di essere disoccupato, l’ancora più curiosa richiesta di una somma tra i due e i tremila euro per l’intervento chirurgico. Ne parlò sia con Gallo che con il direttore dell’ospedale, dottor Zanella. Non sono soldi che Scorrano chiede per sé, ma sono per l’azienda sanitaria. La difesa, Maurizio Paniz, aggiungerà che il budget dell’Usl 1 a novembre era già stato consumato, in questo caso la priorità viene accordata ai locali.

Gallo ha confermato la sua visita e il consiglio di rivolgersi a Scorrano, mentre un’infermiera ha ricordato le due telefonate ricevute da Menegaldo. Soprattutto la prima: «Fate pagare gli interventi chirurgici?», è la domanda. «Non si paga nemmeno la scelta del medico. Nelle sue mani, non finisce un soldo», è stata la risposta. Molto più tecnico Raffaele Zanella, che ha spiegato meccanismi, anche complicati su direttive regionali, ruoli, budget e pazienti di fuori azienda, che vengono a farsi curare in montagna. Ci sarebbe la registrazione di una telefonata tra lui e Scorrano, che nella trascrizione comincia con un omissis, sul quale la difesa vorrebbe capirci di più, di sicuro «c’è stata una sanzione» nei confronti dell’attuale imputato, «ma all’epoca dei fatti non ricordo se fossero finiti i soldi».

Sugli ospiti dal paese di Scorrano, Casal Velino, undici i casi contestati dalla procura senza che questi fossero mai stati visitati in ospedale né avessero prenotato delle visite. Il tutto

a danno dell’ospedale di Agordo e dell’Usl 1, che è parte offesa insieme a Silvano Menegaldo e con ingiusto vantaggio per il medico, che secondo l’accusa incassava i soldi necessari. Il collegio Coniglio, Scolozzi, Cittolin aveva già fissato la prossima udienza per il 30 novembre, alle 10.30.

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