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la struttura in piazza piloni

Il direttore: «Pochi visitatori occorre coinvolgere le scuole»

BELLUNO. Non ci sono novità in merito alla gestione del Museo naturalistico del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi. Ma l’ente, come assicura il direttore Antonio Andrich, ci sta lavorando,...

BELLUNO. Non ci sono novità in merito alla gestione del Museo naturalistico del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi. Ma l’ente, come assicura il direttore Antonio Andrich, ci sta lavorando, continuando a portare avanti il dialogo e i contatti avviati già questa primavera con il Comune capoluogo.

Il nuovo museo è stato inaugurato un anno fa in un’ala dell’ex caserma dei vigili del fuoco, in piazza Piloni, dove c’è il Centro Piero Rossi. Un progetto che è stato frutto di un lungo lavoro che ha visto impegnati diversi enti: oltre al Parco, anche il Comune di Belluno, Fondazione Cariverona e Regione Veneto.

La struttura ha avuto un costo di circa 470 mila euro, di cui il 90% grazie a fondi europei veicolati dalla Regione Veneto e il 10% con risorse del Parco.

«Stiamo tenendo aperto il museo tutti i lunedì pomeriggio, con il personale del Parco e il conservatore Gianni Poloniato», fa presente Andrich. «Si è anche costituito un comitato scientifico. In questo momento siamo poi in attesa della conferma ufficiale (manca solo la lettera formale) da parte della Soprintendenza per il trasferimento dal Comune al Museo naturalistico degli erbari di Alessandro Francesco Sandi e Francesco Caldart. Continua, nel contempo, l’implementazione dell’erbario di Cesare Lasen, che raccoglie almeno 25 mila fogli, suddivisi per generi e famiglie, con materiale raccolto dallo studioso sin dall’inizio degli anni Settanta».

Sul fronte gestione, come si diceva, non ci sono allo stato attuale novità. «Abbiamo avviato contatti con il Comune già da questa primavera», continua Andrich, «visto che nel capoluogo si sta procedendo a una riorganizzazione di tutto il sistema museale e che per il nostro Museo era emersa la possibilità che scendesse “in campo” la Fondazione Teatri. Ora, c’è la massima disponibilità sia da parte nostra che di Palazzo Rosso e contiamo di arrivare a una definizione del tema della gestione».

Una volta trovato un accordo, infatti, si riuscirebbe a garantire l’apertura non solo di lunedì, ma anche in altre giornate. «Un aspetto necessario», precisa Andrich, «perché l’apertura di un solo giorno a settimana

ci soddisfa molto dal punto di vista della qualità e dell’interesse dei visitatori, ma il numero di questi ultimi è abbastanza esiguo. Per questo stiamo lavorando con le scuole ed elaborando strategie che permettano di far crescere il numero di frequentatori».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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