Quotidiani locali

Allarme siccità, martedì vertice in Prefettura

Sono stati convocati Regione, Provincia, Bim Gsp, Usl e Arpav per fare il punto La situazione è simile a quella dello scorso anno: scattato il piano d’emergenza

BELLUNO. L’emergenza idrica passa in mano alla Prefettura che per martedì ha convocato un vertice con tutti i soggetti interessati: dalla Provincia alla Regione, dal Bim Gsp all’Usl all’Arpav.

Intanto è scattato il piano antisiccità, quello che era stato messo a punto lo scorso anno, quando si erano presentate condizioni climatiche simili. Ad oggi non dovrebbe essere prevista la presenza dei sindaci dei singoli territori, anche se la Prefettura tiene i contatti con tutti.

Ormai oltre un terzo dei comuni bellunesi è interessato dalla carenza idrica, tanto che la stessa società che gestisce l’acqua ha invitato le amministrazioni comunali interessate a ridurne il consumo ed evitare gli sprechi.

Il piano della prefettura messo a punto lo scorso anno, come si ricorderà, prevede tre gradi di emergenza, a cui corrispondono delle azioni da fare da parte di tutti i soggetti interessati. Al primo livello, quello di attenzione - quello attuale - corrisponde la mancanza di acqua in maniera sporadica e prevede come azioni la chiusura delle fontane e l’ordinanza dei sindaci contro gli sprechi. Segue il grado di preallarme, quando la carenza idrica si riscontra più volte nel corso di una settimana: prevede l’uso di autobotti per poter garantire il rifornimento idrico.

Infine c’è il grado di allarme, in caso di assenza di acqua, se non in tutta la provincia, almeno in gran parte di essa, e porta con sè la razionalizzazione della risorsa idrica per intere giornate nel corso di una settimana o un mese.

Era stato definito, anche l’elenco, in ordine di priorità, delle utenze a cui dovrà essere sempre garantita l’acqua, in caso di livello di allarme. La priorità principale riguarda gli ospedali e le varie strutture sanitarie, comprese le case di riposo; seguono le utenze domestiche, poi quelle agricole, le produttive-industriali, le utenze temporanee-occasionali, infine le fontane.

E a proposito di fontane, proprio in questi giorni il Comune di Belluno, in via preventiva, ha deciso di chiudere tutte le fontane delle frazioni e anche del centro, onde evitare sprechi.

Inoltre, nell’ordinanza, palazzo Rosso invita tutti i cittadini ad un uso oculato comunque sempre dell’acqua, una risorsa molto importante.

Ad oggi sono appunto 23 i comuni in stato di attenzione cioè Alpago,

Arsié, Lamon, Longarone, Ponte nelle Alpi, San Gregorio, Seren del Grappa, Sovramonte, Cencenighe, Cesiomaggiore, Colle Santa Lucia, Feltre, Fonzaso, Lentiai, Limana, Livinallongo, Mel, Pedavena, Rivamonte, san tomaso, Santa Giustina, Selva di Cadore, Trichiana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NOVITA' PER GLI SCRITTORI

Stampare un libro ecco come risparmiare