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Le vacche scozzesi, eccellenze feltrine

Marco Bonan le ha introdotte a Seren del Grappa e a Villaga ha un vigneto piantato nel 2012

SEREN DEL GRAPPA. Imprenditori agricoli si nasce, come si nasce figli di malgari, contadini e allevatori. O magari si diventa, perché si arriva a un certo punto della vita in cui la frenesia e il consumismo lasciano il passo al bisogno di genuinità e semplicità. Marco Bonan è entrambe queste cose. È cresciuto al fianco dello zio Anselmo che gli ha insegnato il mestiere dell'allevatore. Dopo aver terminato gli studi al liceo scientifico e dopo aver accantonato il sogno di diventare ciclista professionista (ha fatto tre anni da dilettante, partecipando anche a due Giri d'Italia nella categoria), oltre che di laurearsi (ha frequentato un anno e mezzo di Tutela e riassetto del territorio a Padova), nel 2011 si è aperto la partita Iva agricola.

«Aiuto mio zio da sempre, lui continua a darmi una grossa mano nel mio lavoro», racconta il ventisettenne di Feltre, «per il resto lavoro sempre da solo, ogni tanto con l'aiuto della mia ragazza e di alcuni miei amici che fanno lo stesso mestiere». Di fatto è l'unico modo per farci il giro. «Ho iniziato ad allevare i maiali da subito. Prima ne avevo quattro, ora arrivo anche a una quarantina per anno, che ingrasso nella stalla di Porcen».

A novembre, quando inizia il periodo della macellazione, il lavoro si intensifica: «Vendo ai privati sia l'animale intero sia i tagli misti e gli insaccati, ma a ottobre punto ad aprire un laboratorio di trasformazione per offrire prodotti ancora migliori». Stessa filosofia vale per le vacche scozzesi, un'eccellenza assoluta per il Feltrino, in grado di fornire carne a basso contenuto di colesterolo e molto saporita. Ora ce ne sono una quindicina al pascolo sulle “rive” di Porcen, allevate esclusivamente a erba e fieno. Per ampliare il mercato della vendita diretta, Bonan punta a vincere un finanziamento del Programma di sviluppo rurale con cui trasferire la sua attività in un altro capannone ad Arten, più ampio e provvisto anche di magazzino.

Dal programma di sviluppo rurale Bonan ha ricevuto una grossa mano per affrontare il cosiddetto “primo insiediamento”: «Quel finanziamento è stato fondamentale per me ma è anche un'arma a doppio taglio per chi non sa farsi bene i conti», esclama il giovane allevatore, «la prospettiva del finanziamento a fondo perduto invoglia molti, ma senza un piano di rientro delle spese il rischio di andare in perdita e fallire è molto alto».

Iniziare a fare l'allevatore da zero, e da giovane, non è semplice: «Non sono investimenti semplici, soprattutto quando non c'è un'impresa familiare alle spalle da cui partire. E se tutto va bene, i soldi si iniziano a vedere dopo una decina di anni».

Sono fondamentali la costanza e la passione, non certo l'avarizia. Alla lavorazione della carne si somma la coltivazione di un vigneto a Villaga da circa un ettaro, piantato nel 2012 ed entrato in produzione per la prima volta nel 2015, da cui sono derivati un buon Pinot Grigio “Pustern”, un Traminer e un incrocio Manzoni.

«Quest'anno la peronospera ha decimato la produzione», lamenta il viticoltore, «speriamo nella qualità». Infine c'è il taglio della legna e lo sgombero della neve con il trattore in centro storico per conto del Comune di Feltre. «Questo è il mio lavoro

e non lo cambierei mai con altri», esclama con entusiasmo. «Anche se non ho orari e non posso prendermi giorni liberi ogni volta che voglio, perché gli animali devono mangiare sempre e spesso lo fanno prima di me, dico sempre: meglio di me non sta nessuno».

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