Quotidiani locali

feltre

Truccato l’appalto dell’Usl: tre a giudizio

Il gup ha mandato a processo il responsabile del procedimento per l’azienda sanitaria e due soci della Ecostudio Ambiente

FELTRE. Truccato l’appalto dell’Usl 2. Tre rinvii a giudizio per turbativa d’asta sul servizio di gestione integrata ambientale, all’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre. Si parla di rifiuti, insomma. Gianbattista Azzoni, Gabriele Fent e Fabio Cassol dovranno affrontare un processo, perché in poche parole le società partecipanti a questa gara da 70 mila euro sembravano cinque, ma tre erano riconducibili a una sola e due erano collegate da un rapporto di collaborazione. La vicenda è del 2012 e parte da una perquisizione con sequestri della Guardia di finanza, su delega del procuratore Francesco Saverio Pavone.

Ieri mattina sono stati il sostituto procuratore Marcon a sostenere l’accusa e il giudice per le udienze preliminari Montalto a disporre il rinvio a giudizio. L’udienza di smistamento è stata fissata per l’11 dicembre. È in quell’occasione che il pubblico ministero e i difensori Licini e Bonardi faranno le loro richieste istruttorie al Tribunale, che deciderà come gestirle, ma soprattutto stabilirà il calendario delle udienze del dibattimento.

Prima del suo trasferimento a Bassano, Azzoni era il responsabile per l’unità sanitaria feltrina del procedimento per l’assegnazione dell’appalto. Accanto a quella di truffa, l’accusa nei suoi confronti è quella di aver attestato la regolare istruttoria della pratica e non aver escluso dalla partecipazione dall’assegnazione dell’appalto, con un ribasso del 6,9 per cento, la società a responsabilità limitata Ecostudio Ambiente di Rasai di Seren del Grappa (specializzata nei settori sicurezza e igiene del lavoro, gestione rifiuti, sistemi di gestione aziendali, igiene alimentare), malgrado non avesse chiaramente i requisiti necessari a ricoprire questo ruolo. I soci Fent e Cassol erano presenti anche in altre due società concorrenti della stessa gara: la Sfera Qualità e Henergya, entrambe con la sede legale negli stessi uffici della Ecostudio Ambiente. Sempre secondo l’accusa, il centro decisionale era unico.

A Fent e Cassol è contestato il fatto che, da soci di queste realtà, avrebbero fatto figurare come partecipanti almeno cinque soggetti, come richiesto dalla procedura, ma tre di questi erano riconducibili alla Ecostudio Ambiente e la Ecoricerche e la Nuova Tecnogest collegate

alla stessa da questi rapporti di collaborazione.

Se così fosse, si chiamerebbe davvero turbativa d’asta, ma naturalmente tutto andrà dimostrato, attraverso i testimoni che verranno sentiti e i documenti che saranno prodotti.

L’azienza sanitaria feltrina, non è rimasta implicata.

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

TORNA IL CONCORSO PIU' POPOLARE DEL WEB

Premio letterario ilmioesordio, invia il tuo libro