Quotidiani locali

L'aggredito in via Loreto a Belluno: «Calci e pugni, ho dolori dappertutto»

Il boscaiolo ferito lavorava nell’impresa dei due imputati: «Minacciato di morte». La diagnosi parla di frattura del setto nasale: «Mio padre è quello che sta peggio»

BELLUNO. Il naso è rotto, la voce esce a fatica, dolori dappertutto. Valmir Shani le ha prese secche in via Loreto ed è salito sull’ambulanza con la faccia insanguinata. I medici del Pronto soccorso del San Martino gli diagnosticheranno la frattura del setto nasale e una ferita lacero contusa all’arcata sopracciliare per una prognosi di 30 giorni. Se l’è cavata con qualcosa di meno il fratello, mentre le condizioni del padre sarebbero addirittura più gravi per i colpi al costato: «Male, male», è l’auto diagnosi del 29enne kosovaro, «sono stato aggredito dai quattro Rexhaj, mentre stavo salendo sulla mia Opel blu, che avevo parcheggiato di fronte al bar di via Loreto, perché eravamo in ritardo per l’udienza dal giudice di pace. Ho preso calci e pugni e sono finito a terra. Sono stati colpiti anche i miei familiari».

Rissa a Belluno dopo un processo Hanno deciso di farsi giustizia da soli nonostante fossero appena stati dal Giudice di Pace. Due gruppi di uomini sono venuti alle mani tra via Garibali e via Loreto a Belluno. Il bilancio è di tre feriti portati all'ospedale cittadino LEGGI L'ARTICOLO

Valmir Shani ha lavorato per l’impresa che si occupa di utilizzo di aree forestali Fratelli Rexhaj e il rapporto professionale non si è chiuso in armonia: «Ho fatto il boscaiolo per due anni a mezzo. Quando ho ricevuto un’offerta migliore da un’altra azienda, ho comunicato ai Rexhaj che volevo licenziarmi e, per questo, sono stato minacciato di morte. Mi sono sentito dire che sarei tornato a casa senza respiro e non è difficile capire perché».

leggi anche:

Di fronte alle minacce, che finiranno nel capo d’imputazione, Shani è andato a fare denuncia. In seguito, ne ha ricevute altre? «No, niente che potesse farmi pensare a quello che ci è capitato ieri mattina. Sono andato a lavorare da un’altra parte e questo mi ha impedito di percepire l’ultimo stipendio, dopo che i precedenti mi erano stati versati, a volte, con qualche ritardo. Il procedimento penale è andato avanti e ci siamo visti dal giudice, dove avrei voluto costituirmi parte civile con l’avvocato Serrangeli».

Nel corso dell’udienza, qualche segnale preoccupante, anche solo uno sguardo di traverso da parte di Rizha e Shani Rexhaj? «Niente, tanto è vero che siamo tornati tranquillamente alla macchina, per rientrare a casa. È qui che siamo stati aggrediti e picchiati».

C’è un video girato da un avvocato, che aiuterà carabinieri e magistratura a ricostruire i fatti: «Questo è positivo. Non può che essere inquadrata l’aggressione che abbiamo subito». Motivi etnici non ce ne sono. Religiosi? «Nemmeno. Volevano farcela pagare per le denunce e adesso ci rivedremo anche in tribunale, dopo che mi sarò operato al naso».

TrovaRistorante

a Belluno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista