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Motociclisti vandali sulla scalinata di Faè: due sono in tribunale

Longarone. Il danneggiamento risale al gennaio 2015. Altri centauri non sono stati identificati dai testimoni

LONGARONE. Danneggiata la scalinata di Faè. Nel gennaio 2016, un numero imprecisato di centauri l’aveva percorsa con le proprie motociclette da enduro, provocando il distacco e la frantumazione di alcuni scalini in pietra. Due persone sono state individuate da alcuni testimoni del posto e denunciate ai carabinieri della locale stazione: sono il veneziano residente nella Marca, Lorenzo Tonini, che fa anche delle gare e il limanese Angelo Coppe.

Altre sono rimaste ignote e, a questo punto, si può dire che l’abbiano fatta franca. Nessuno ha saputo o voluto fare i loro nomi, affinché fossero deferiti a loro volta all’autorità giudiziaria. Nei confronti degli imputati, è stato emesso un decreto penale di condanna al pagamento di una multa di 22 mila 500 euro, pari a sei mesi di reclusione ridotti a tre per il rito alternativo.

Gli avvocati difensori, Biadene del foro di Treviso per Tonini e il bellunese Prade per Coppe, hanno presentato opposizione al giudice Scolozzi, davanti al pubblico ministero Rossi. Inevitabile il rinvio al 15 maggio. La procura della Repubblica ha contestato agli imputati il reato di danneggiamento aggravato (cose esposte per necessità alla pubblica fede), perché hanno deteriorato, rendendola in parte inservibile la scalinata pubblica pedonale di collegamento tra Faè e Faè Alto, nella zona dell’hotel Quattro Valli. Il modo è stato tanto dannoso quanto curioso. Il cittadino medio, che non sa nulla della vicenda poteva pensare alle martellate e, invece, in sella alle loro motociclette i due l’hanno percorsa avanti e indietro, provocando la rottura di un certo numero di gradini facenti parte del patrimonio storico-culturale del Comune di Longarone.

Comune che è stato contattato dai due avvocati, ma non ha goduto di alcun risarcimento danni. All’epoca dei fatti contestati,

il danno era stato quantificato in una somma fra i tre e i quattromila euro. Il gesto vandalico era stato catalogato sotto la voce “bravata”, di fatto è finito nelle aule del tribunale e la vicenda non è ancora terminata. Se ne riparlerà alla metà del mese di maggio per la conclusione.

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