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Alloggi per emergenze e nuove povertà

Ieri in commissione a Belluno il regolamento di accesso a 40 case con destinazione particolare. Massaro: «Anticipiamo i tempi»

BELLUNO. Emergenze sociali, nuove povertà e giovani senza reddito costante. È pronto il regolamento che disciplina l’accesso a una quarantina di alloggi di proprietà del Comune di Belluno e che l’amministrazione Massaro ha deciso di destinare a tre ambiti sociali particolari. La bozza di regolamento è stata sottoposta alla Terza commissione consiliare (sociale e cultura) ieri sera e a breve andrà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Si tratta di uno dei progetti cui l’amministrazione comunale guarda con maggiore attenzione in ambito sociale, perché anticipa nuovi orientamenti che si stanno facendo strada a livello nazionale ma ancora con una certa fatica.

«Con questa operazione», spiega il sindaco Jacopo Massaro, «anticipiamo di parecchio un tema in discussione a livello nazionale. Mentre altrove si discute, noi facciamo».

Case Sperti. Si tratta di dieci appartamenti, che si trovano a Cavarzano nelle vicinanze della Casa di riposo e che l’amministrazione comunale ha deciso di trasformare in alloggi sociali per metterli a disposizione di persone o famiglie che si trovano ad affrontare situazioni di emergenza. «Questi appartamenti», spiega Massaro, «daranno una risposta immediata nei casi di improvvisa difficoltà». Per loro stessa natura, gli alloggi sociali si intendono a breve termine, ma saranno i servizi sociali comunali a gestirli, attraverso dei progetti personalizzati. In sostanza i servizi prenderanno in carico le situazioni di emergenza e costruiranno, con i soggetti o le famiglie in difficoltà, un progetto di ritorno alla normalità, o almeno ad un equilibrio stabile. La filosofia è quella di aiutare le persone a risolvere i loro problemi, ma naturalmente la collaborazione dell’interessato è un fattore imprescindibile. I progetti e quindi la disponibilità degli alloggi avranno durata di 12 mesi, ma possono essere prorogati con nuovi progetti, in attesa di soluzioni a lungo termine.

Casa del Dottore. È un complesso di sei appartamenti in centro a Castion, sempre gestiti dai servizi sociali comunali e destinati alle cosiddette nuove povertà: genitori soli con figli (per lo più donne), padri separati o nuclei, con figli, che non hanno un’entrata stabile. «Situazioni di particolare fragilità», ricorda il sindaco Massaro, «ma che formalmente non hanno i requisiti per accedere a nessun beneficio. Lavoriamo a questo tema dal 2013, da quando si presentarono due casi di padri separati costretti a dormire in macchina perché avevano un reddito fisso, ma anche un mutuo per una casa dove non abitavano e gli alimenti da versare. Ciò che restava del loro stipendio non bastava quasi neanche per mangiare. Gli alloggi di Castion ci permetteranno di togliere queste persone da situazioni di povertà o di rischio tale. Dare loro una casa a costo simbolico o gratis ci consente di evitare che dei casi border line si trasformino in casi sociali, devastanti per chi vi è coinvolto ma anche molto più costosi per il Comune».

Progetto Vivi Belluno. Sono 23 gli appartamenti, 19 in via Lungardo (Case Kraller) e altri 4 in via Santa Maria dei Battuti, messi a disposizione di Vivi Belluno, destinato ai giovani (entro i 39 anni). Si tratta di un progetto di autonomia individuale o emancipazione giovanile, che mette a disposizione alloggi a basso costo per giovani con attività lavorativa e quindi reddito discontinui. Una condizione sempre più frequente tra i giovani, che trovano lavoro ma con contratti a singhiozzo e senza stabilità. Giovani

costretti quindi a restare all’interno delle famiglie di origine, anche dopo aver formato un proprio nucleo familiare, magari anche con figli.

In tutti i casi tra i requisiti necessari c’è quello della residenza a Belluno da almeno due anni, o almeno l’attività lavorativa in città.

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