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Veneto Strade, De Berti: senza garanzie scritte sui soldi, da marzo chiudiamo le strade

«Cinque milioni non bastano. L’odg votato sabato parlava di avere tutte le risorse. La battaglia si fa o siamo rimasti solo noi?», tuona l’assessore

BELLUNO. «Garanzie scritte sui 15 milioni di euro, altrimenti lo stop del primo marzo resta confermato». È chiara la posizione dell’assessore regionale ai trasporti, Elisa De Berti, supportata anche dal collega Gianpaolo Bottacin, sul problema della manutenzione di Veneto Strade. E anche la notizia dei cinque milioni di euro stanziati nel Milleproroghe non cambia la sua posizione. Anzi. «Ci aspettavamo qualcosa di concreto ma la presidente Larese Filon è tornata da Roma con l’ennesima risposta interlocutoria».

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Assessore quei 5 milioni messi dal governo potranno bastare per evitare lo stop del servizio di Veneto Strade?

«Sabato scorso a Villa Patt è stato votato un ordine del giorno dove a tutti i livelli istituzionali si è detto “no” alle soluzioni tampone: serve una risposta strutturale. Si è sottolineato che ci vogliono le risorse per la manutenzione della rete viaria, cioè sei milioni per le strade ex storiche e 9 per le ex Anas. Veneto Strade è una spa, per programmare interventi e manutenzioni ha bisogno di risorse. La settimana scorsa il suo cda aveva deciso che non si sarebbe proceduto con lo stop del servizio soltanto se fosse arrivata un impegno scritto del governo nel garantire le risorse. Ora vengono garantiti soltanto 5 milioni. E gli altri 10 chi li mette? Perché non si è fatto un emendamento da 9 milioni di euro direttamente? Perché aspettare ancora? E poi non si è capito se la Provincia ha già i sei milioni per le strade storiche o se invece non ha nemmeno quelli».

Il governo ha anticipato che sta lavorando al decreto degli enti locali, con il quale darà risorse alle Province.

«Qualcuno deve mettere nero su bianco che questi soldi arriveranno. La Provincia è così serena che arriveranno? Dire che la soluzione è stata trovata con quei 5 milioni di euro mi pare un insulto all’intelligenza umana. Non possono essere una soluzione, se il governo pensa di avere fatto la sua parte e aver lanciato un segnale, qualcuno mi deve dire chi metterà la differenza. Anche perché Anas dice che non può farlo altrimenti rischia di essere accusata di danno erariale. E così pure la Regione. È la riforma Delrio che ha creato questo caos».

Allora chi li deve mettere quei soldi? Il governo?

«Per me deve metterli proprio Roma. A fine dicembre avevamo alzato i toni, poi ci siamo ripiegati in noi stessi in attesa che avvenisse qualcosa. La Provincia aveva chiesto alla Regione il consenso a trasferire le strada da Veneto Strade ad Anas. Io rispetto le richieste di palazzo Piloni, ma poi è emerso che Anas non può farlo, dimostrando così che la proposta provinciale era campata in aria. Sabato, invece, si è deciso di andare con le armi in pugno, si parlava di fermare i treni, di consegnare fasce e chiavi del municipio. Si è detto a Larese Filon di tornare da Roma con i 15 milioni. E lei, invece, torna con 5 milioni. Io a questo punto chiedo: quando andiamo a fermare i treni? Anche se per me non servirà fare queste azioni eclatanti, perché il primo marzo sarà la dura realtà a essere eclatante, cioè il blocco della manutenzione. Ditemi una cosa: come può il cda della società prendersi l’impegno di garantire su soldi che non ci sono? Siamo tornati al punto di partenza».

E allora cosa dovrebbero fare la presidente della Provincia e i sindaci domani riuniti in assemblea nuovamente?

«La battaglia si deve combattere fino in fondo. Per fare gli amministratori serve coraggio, quel coraggio che ti fa arrivare fino in fondo, anche al blocco della viabilità. Andiamo avanti compatti o è rimasta solo la Regione? Qui stiamo chiedendo i soldi per un servizio essenziale, non per coprire dei buchi come fatto per la Campania».

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