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Al pascolo con il collare gps: l’idea “made in Belluno” finisce in tv

In primo piano il progetto che permette di capire dove pascolano gli animali

BELLUNO. Collari per la georeferenziazione degli animali al pascolo, ossia per individuare in ogni momento la loro collocazione. Questo il progetto sperimentale promosso dal Consorzio Bim Piave che finirà sotto l’occhio delle telecamere di Linea Verde. «Nel 2014, nell’ambito del 7° Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico della Commissione Europea, abbiamo avviato il progetto “Foodie” (Farm Oriented Open Data In Europe), che vede la partecipazione di partner provenienti da diversi Paesi, quali Spagna, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lettonia e Turchia», spiega il direttore, Stefano Savaris. «L’intento è fare ricerca e sviluppo e creare una piattaforma comune dove far convergere tutti i dati relativi al settore primario. Come Consorzio ci siamo concentrati sulla sperimentazione sul campo, occupandoci dei Sit (Sistemi informativi territoriali) e della mappatura di malghe, pascoli e alpeggi del territorio: i nostri dati sono così visibili in tutta Europa».

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Ma c'è anche un altro progetto, come si diceva: un prototipo di collare per georeferenziare gli animali al pascolo. Una sperimentazione partita con il bestiame di Orazio Da Rold e che è stata mostrata agli operatori di Linea Verde ieri nella sede del Consorzio e oggi a Tisoi. «Si tratta di un paio di collari arrivati a settembre e prodotti da un partner della Repubblica Ceca», dice ancora Savaris. «Sono dotati di trasmettitori Gps che permettono all’allevatore non solo di conoscere la posizione degli animali, ma anche di sapere dove si fermano a mangiare, individuando le aree in cui c’è erba migliore e che, di conseguenza, permettono poi di avere un prodotto di qualità più elevata». Belluno è il primo, tra i partner aderenti a “Foodie”, a essere partito con questa sperimentazione. «L’obiettivo sarebbe passare dai prototipi alla produzione industriale, abbassando quindi i costi e permettendo la diffusione di questi strumenti», fa presente Savaris.

Tornando ai prodotti tipici, molti di quelli promossi in questi giorni sono stati forniti da Lattebusche. «Per noi che siamo una cooperativa, è importante non solo il risvolto economico, ma anche sociale», evidenzia Matteo Bortoli. «Da sempre siamo impegnati su progetti non solo negli interessi di Lattebusche, ma di tutto il territorio, per crescere in modo sostenibile».

Oggi le ultime riprese saranno all’azienda agricola di Orazio Da Rold, a Tisoi, e alla troticoltura di Bolzano Bellunese. Conclusione con cena al ristorante Dolada. (m.r.)

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