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Gosaldo, odissea per tornare a casa da scuola

La protesta di un papà: la figlia viene lasciata dalla corriera a tre chilometri da casa, perché la scuola non consente più l'uscita anticipata

GOSALDO. Sono appena tre chilometri quelli che separano la fermata della corriera da Sarasin, frazione di Gosaldo ad un passo dal Trentino, ma per una bambina di terza media che torna a casa da scuola sono tanti, tantissimi se è costretta a farseli a piedi.

“Colpa” di un permesso di uscita anticipata da scuola che non viene più concesso, di una corsa Dolomitibus che non può essere allungata, di normative e conti da far quadrare. Il risultato – contesta Giorgio Broch, il papà dell’alunna – è che sua figlia ogni giorno viene lasciata dal pullman a tre chilometri da casa.

La bimba, racconta il padre, va a scuola ad Agordo, perché a Gosaldo da quattro anni le medie non ci sono più, e fino all’anno scorso rincasava grazie ad un permesso di uscita anticipata da scuola con la corriera che parte dalle 12,50 da Agordo e va a Mis, fermandosi quindi anche a due passi da Sarasin. Quest’anno, però, il permesso di uscita non è stato concesso: la scuola ha sollevato un problema di responsabilità e la ragazzina deve uscire alle 13 come tutti. A quell’ora, però, la sola corriera disponibile è quella della Dolomitibus che si ferma a Gosaldo. A tre chilometri da Sarasin.

«Avevamo presentato la richiesta ma non ci è stato dato il permesso di uscita», dice il papà. «Abbiamo chiesto un colloquio al provveditorato a Belluno e inizialmente non ci hanno risposto. Ho dovuto scrivere una lettera e ci hanno convocati a Belluno con il preside. Ci è stato detto che c’era un problema di responsabilità a far uscire mia figlia da sola e ci è stato suggerito di trovare qualche alunno maggiorenne del polo scolastico di Agordo che esce prima, in grado di accompagnarla alla corriera, ma non ce ne sono. Si è parlato di passare per le assistenti sociali, per il trasporto dell’Auser, ma non c’è stato nulla di fatto. Mi hanno persino detto di chiedere ai carabinieri se potevano accompagnarla loro alla corriera. Due settimane fa ho chiesto ancora al preside se c’era una soluzione ma nulla, la scuola ha interessato anche il Comune di Gosaldo ma non erano state trovate soluzioni».

«Noi dobbiamo tutti i giorni andarla a prendere a Gosaldo», spiega il padre puntando il dito sul paradosso, «avanti e indietro per sei chilometri, mentre la corsa che parte dieci minuti prima ha la fermata proprio accanto a casa nostra».

«Abbiamo scritto a Dolomitibus e alla Provincia», allarga le braccia il sindaco di Gosaldo, Giocondo Dalle Feste, «il problema è che non è possibile prolungare la corsa delle 13 perché avrebbe costi esorbitanti, visto che sforerebbe gli orari di lavoro degli autisti. Abbiamo valutato di fare un trasporto nel tratto da Gosaldo a Sarasin con il pulmino comunale, ma se lo facciamo per quella bambina dobbiamo per equità farlo anche per tutti gli altri che ce lo chiedono e non ci staremmo dentro. Come Comune abbiamo lo stesso problema di Dolomitibus: sforeremmo gli orari di lavoro dell’operaio che fa da autista. Poi se diamo un servizio a uno dobbiamo giustamente darlo a tutti. Ma abbiamo ben 55 frazioni, come facciamo? Non possiamo accollarci un onere del genere».

L’impegno per risolvere il problema, spiega Dalle Feste, c’è stato: «Ci siamo mossi anche assieme alla scuola, ma le risposte sono state queste: nulla di fatto. La vera soluzione sarebbe che Dolomitibus prolungasse quella linea per quest’anno, poi non ci saranno più bimbi delle medie su quel tratto e il problema sarebbe risolto».

Il vero problema, spiega però Dalle Feste, è che è proprio per colpa di meccanismi come questo che la montagna bellunese un po’ alla volta muore. «Da quella parte del comune ci sono già ragazzi che vanno a scuola a Fiera di Primiero. Io non dico che facciano bene, ma posso capirli. Ed è un cane che si mangia la coda: prima tolgono i servizi, poi la gente si stufa e si rivolge altrove, poi dall’alto si accorgono che non ci sono più i numeri e tagliano ulteriormente i servizi».

E quello che vale per il trasporto scolastico, dice Dalle Feste, vale anche per altri servizi. «Vogliamo parlare dei pendolari turnisti di Luxottica? Noi ne abbiamo

una ventina a Gosaldo», dice il sindaco, «ma Dolomitibus da un lato non consente a Trentino trasporti di fermarsi perché ha il monopolio, dall’altro non mette un pulmino per i turnisti perché costerebbe troppo. Questa è la vita in montagna, questa è la vita delle periferie».

 

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