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la manifestazione

Corteo in centro a Feltre per dire no al razzismo

Tamburi africani e storie di migranti contro la discriminazione. Perenzin: «Il problema è la disparità della ricchezza»

FELTRE. Quattro tappe per dire "no" al razzismo, in tutte le sue discriminazioni. Sono quelle che hanno coinvolto il folto corteo umano, ieri, in occasione della terza marcia contro il razzismo, organizzata dal Comune e dalla commissione pari opportunità. Con assembramento ia fianco del Duomo da dove il gruppo “Caratteri atipici” ha cominciato a leggere “storie in valigia”, una rielaborazione di notizie di cronaca nera e riflessioni ad alta voce, sugli orrori della vita che coinvolgono i migranti forzati nel loro disperato tentativo di traversare mare nostrum e di inserirsi in una società ospite ma troppo spesso ostile.

Il sottofondo di tamburi etnici “Lamusicanonhaconfini” ha accompagnato il percorso fino al loggiato del municipio dove hanno preso la parola il sindaco Paolo Perenzin, alcuni esponenti della commissione pari opportunità, preceduti dalla presentazione di Flavia Monego, come Marco Fent e Alberto Botte, Mustapha del coordinamento provinciale rete immigrati e Fofama, migrante del Mali, laureato in diritto internazionale e ospite a Santa Giustina con la cooperativa Dumia.

È mancato il contraddittorio annunciato, quello di Forza Nuova che aveva fatto sentireil disappunto per la manifestazione. Non è mancata, invece, la presa di posizione del sindaco Perenzin «contro tutto ciò che produce razzismo, contro quella piccolissima minoranza, a livello mondiale, che sta usando la massa delle persone per metterci gli uni contro gli altri, per far vedere fantasmi dove non ce ne sono. Il problema piuttosto è che nel corso degli anni la disparità nella distribuzione delle ricchezze è cresciuta a dismisura. Il capitale aumenta ma la ricchezza si concentra sempre di più in poche mani. È a questo che dobbiamo opporci. Fra i 2007 e il 2013 sono stati spesi diecimila miliardi di dollari, in soldi pubblici, per salvare le banche. Ma secondo voi, se non fossero stati spesi tutti questi fondi pubblici per salvare le banche, a qualcuno sarebbe venuto in mente di investirli nella sanità, nella pubblica istruzione, nel portare l’acqua dove manca? È su questa domanda che dobbiamo spendere tutto il nostro impegno civico per un mondo migliore».

Mustapha del coordinamento provinciale immigrati, ha fatto un appello: «Dobbiamo tutelare le persone quando sono in questo Paese. Non possiamo permettere che siano in mezzo a una strada o perché non hanno il permesso o perché gli scade». Tutto questo è sancito dalla Costituzione, hanno ricordato gli studenti della Rete e della commissione pari opportunità.

Laura Milano

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