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Lavori all’acquedotto: chiude il rifugio Scarpa-Gurekian di Agordo

Rapporti gelidi tra gli attuali gestori e la sezione Cai Agordo. Gli interventi previsti raggiungono la cifra di 75mila euro

AGORDO. Il rifugio Scarpa-Gurekian chiuderà per lavori nonostante la richiesta degli attuali gestori di tenere comunque aperto e di riaffidare a loro la gestione. La neve sull’Agnèr si sta lentamente sciogliendo, ma il ghiaccio tra la sezione agordina del Cai e la famiglia Lazzaro, che dal 2012 ha in gestione il rifugio, difficilmente avrà la stessa sorte. Questo è emerso dall’assemblea annuale del sodalizio svoltasi ieri nella sala don Tamis ad Agordo, di fronte a una platea numerosa ma con pochi giovani.

Toni educati, ma se le parole pesano è impossibile prescindere da quelle della presidente della sezione, Anna Magro, quando, nella sua relazione morale dice che «dispiacere e amarezza sono i sentimenti che provo a parlare del rifugio Scarpa-Gurekian all’Agnèr. La gestione della famiglia Lazzaro ci sta lasciando alcune perplessità».

Perplessità che la presidente non ha sviscerato davanti all’assemblea, ma che evidentemente le sono ben presenti anche dopo aver riconosciuto i problemi che affliggono il rifugio e gli sforzi fatti dai gestori per superarli.

«Gli ultimi due inverni avari di neve - ha detto Magro - non hanno di certo aiutato i gestori che hanno dovuto andare incontro a molti sforzi per risolvere il problema dell’acqua ghiacciata e la conseguente fornitura alla vasca del rifugio. Abbiamo provveduto alla riparazione e alla manutenzione della pompa dell’acquedotto e a una consulenza sulla prestazione energetica e redazione dell’attestato di prestazione energetica del rifugio, per poter quantificare i grossi lavori da mettere a cantiere dopo la naturale scadenza del contratto con l’attuale gestione, che porterà a una chiusura del fabbricato per tutto il periodo dei lavori».

Con una spesa di circa 75 mila euro sarà rifatto l’acquedotto con una nuova vasca di carico a valle da 5 mila litri, nuovi collegamenti interrati tra la stazione di valle e il rifugio, una vasca di accumulo da 5 mila litri nei pressi del rifugio, un nuovo impianto autoclave e la modifica della recinzione dell’opera di presa. Verrà anche sostituita la caldaia a gasolio. Per tutto questo la sezione ha deciso di chiudere il rifugio, ma gli attuali gestori, dopo aver ricordato le tante difficoltà logistiche ed economiche incontrate dal 2012 ad oggi, hanno lanciato una richiesta. «Vi chiediamo di non chiudere il rifugio durante il periodo di ristrutturazione immobiliare - ha detto Maurizio Lazzaro, integrando le parole del figlio Aron - confermando l’attuale gestione nella prosecuzione del contratto per tutta la durata dei lavori stessi e almeno fino al 2018. Ciò per non demolire irrimediabilmente la capacità attrattiva del rifugio e per mantenerlo in buone mani». L'intervento di Anna Magro (che aveva invece elogiato la gestione di Diego Favero al rifugio Carestiato e che era

seguito a quello del tesoriere Bepi Penasa che ha ricordato come alla voce entrate manchino quasi 7 mila euro dai rifugi) ha però confermato la volontà del direttivo. I voti contrari dei due Lazzaro al bilancio e alla relazione difficilmente le faranno cambiare idea.

Gianni Santomaso

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