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Danta in lutto per Luigi «Era il nostro tuttofare»

Dipendente comunale, Doriguzzi Breatta ucciso da un infarto a 59 anni Il sindaco: «Un lavoratore instancabile, era l’idolo dei bambini del paese»

DANTA DI CADORE. Era conosciuto da tanti, ma era soprattutto l’idolo dei bambini.Si svolgeranno oggi alle 14.30, nella Chiesa di Danta, i funerali di Luigi Doriguzzi Breatta, da tutti conosciuto come Gigi, morto improvvisamente per un infarto lo scorso martedì.

Dipendente del Comune, per il quale era un vero tuttofare, figura nota e molto apprezzata, Breatta era nato nel 1958 e lascia la moglie Giuseppina Carbogno e la figlia Daiana. «A nome di tutta l'amministrazione comunale di Danta», commenta il sindaco Ivano Mattea, «esprimo il cordoglio alla famiglia di Gigi per la prematura e improvvisa scomparsa. Gigi era molto benvoluto dall'intera nostra comunità per la sua simpatia, la sua disponibilità e in particolare per il suo attaccamento al lavoro, che svolgeva con professionalità e accuratezza. Gigi era un po' lo zio di tutti i bambini che frequentano la scuola primaria di Danta, non parliamo poi dei bimbi della scuola materna: loro stravedevano per lui, perché lo vedevano lavorare con il fendineve, la pala e gli attrezzi per fare tutti i lavori necessari alle esigenze della comunità».

Dipendente del Comune da 35 anni, era a 16 mesi dalla pensione. «Aveva avuto qualche problema di cuore e si riguardava», prosegue il sindaco, «purtroppo è stato inutile. I colleghi di lavoro lo ricordano con ammirazione per come si prodigava nel suo compito di lavoratore instancabile e molto meticoloso. Gigi era per noi il tuttofare. Se nevicava non serviva chiamarlo, aveva la sveglia programmata a tutte le ore, se serviva si alzava subito a svolgere il suo compito. Lascia un vuoto incolmabile».

Tanto popolare soprattutto fra i bambini, commenta ancora il sindaco. «Un’insegnante mi ha detto che quando chiedeva ai bimbi cosa avrebbero voluto fare da grandi, loro rispondevano: Gigi. Perché per loro era un mestiere fare il Gigi. Ho incontrato una signora che aveva per mano una sua nipotina, che frequenterà

il prossimo anno la scuola materna e mi ha detto queste testuali parole: “Questi piccoli imparano prima il nome di Gigi e poi quello della mamma”. Questo a dimostrare quanto era stimato e come l'intera comunità sia rimasta scioccata alla notizia della sua scomparsa".».

Stefano Vietina

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