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Guidò ubriaco, cento ore di pubblica utilità

CENCENIGHE. Cento ore di lavori di pubblica utilità a servizio della comunità di Cencenighe Agordino. Questo il programma di messa in prova per un 50enne agordino che nel 2013 era stato pizzicato con...

CENCENIGHE. Cento ore di lavori di pubblica utilità a servizio della comunità di Cencenighe Agordino. Questo il programma di messa in prova per un 50enne agordino che nel 2013 era stato pizzicato con un tasso alcolico di 2,14 grammi per litro dopo un incidente stradale. L’uomo, risultato incensurato, aveva avuto un incidente a Ponte nelle Alpi e i rilievi effettuati in seguito avevano rilevato una quantità di alcol nel sangue superiore a quanto consentito dalle normative vigenti. Da qui l’inizio di un procedimento penale che ieri è approdato nell’aula udienze del tribunale di Belluno. Il programma di messa in prova presentato in aula prevede, per il cinquantenne agordino, cento ore a servizio del Comune di Cencenighe Agordino (in foto) che verranno usate per lavori di pubblica utilità e quindi a servizio della comunità. Un modo per “convertire” le conseguenze di un comportamento scorretto con beneficio per la comunità e anche per chi ha sbagliato. Il programma avrà una durata di tre mesi. Il procedimento è quindi sospeso fino al termine della messa in prova: a metà settembre il giudice ha nuovamente convocato l’imputato per esaminare il risultato del programma. La messa in prova si può applicare

nei procedimenti che prevedono alcune specifiche pene e può comportare la prestazione di lavoro di pubblica utilità da parte dell’imputato. Si tratta di una sospensione che non può essere concessa più di una volta. L’esito positivo della messa in prova comporta l’estinzione del reato. (v.v.)

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