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È lotta tra collezionisti per i 90 ovetti

Più di duecento le richieste pervenute alla “Funivie Faloria”: c’è chi li posizionerebbe in giardino e chi in negozio

CORTINA. Un deposito per gli sci, una casetta per far giocare i bambini, un arredo per il giardino, un cimelio da museo. La fantasia può sbizzarrirsi per “regalare” agli ovetti dell’impianto di risalita “Staunies” un futuro diverso dal passato. Già, perché la società proprietaria “Funivie Faloria” ha deciso di mettere in vendita le cabine gialle e rosse, installate sull’impianto all’inizio degli anni 70. Potranno diventare oggetti ricordo, da collocare nelle adiacenze dell’abitazione, oppure potranno essere utilizzate come camerini per la prova degli abiti in esercizi commerciali.

Alto più di due metri, con il diametro di un metro, ogni ovetto, appeso alla fune d’acciaio, era in grado di trasportare due persone da Son Forcia fino ai 3 mila metri di forcella Staunies, sul Cristallo. Erano utilizzati solo in estate, mentre in inverno vi era il seggiolino biposto. Migliaia di turisti e valligiani sono saliti nelle cabine ovali, con dentro una piccola panchetta, per raggiungere il rifugio Guido Lorenzi e per partire per le vie ferrate sul Cristallo.

Cortina. Funivia all'asta, corsa all'acquisto per 90 ovetti Gialle o rosse, alte più di due metri con diametro di un metro. La storia delle 90 cabine dell’impianto di risalita “Staunies” inizia negli Settanta. Ora che l'impianto è chiuso, gli ovetti sono stati messi in vendita all'asta. Prezzo base 500 euro. Pioggia di domande per acquistarli (video a cura di Tecla Biancolatte - foto Nicolò Miana) Leggi Lotta tra collezionisti per i 90 ovetti

L’impianto, purtroppo, è chiuso dall’estate scorsa e non potrà più aprire. Sono infatti scadute le concessioni e le proroghe che fino al 2016 lo hanno mantenuto in vita. La società Faloria sta cercando di riattivare il collegamento con le alte quote e per fare ciò è in fase di progettazione la realizzazione di una funivia, con cabine da 50 posti. Un’opera che avrà un costo fra i 10 e i 12 milioni di euro, che si stanno cercando di reperire anche tramite i bandi dell’Unione Europea.

Per il momento sarà incassato qualcosa dalla vendita di novanta ovetti, visto che un paio se li terrà la società Faloria, che li posizionerà come cimeli ricordo.

Da pochi giorni è possibile inviare una mail all’indirizzo faloria@dolomiti.org per manifestare l’interesse all’acquisto degli ovetti e a oggi sono più di duecento coloro che hanno scritto.

«Le adesioni sinceramente non ci sorprendono», spiega Enrico Ghezze, amministratore della società Faloria, «già dall’estate quando avevano annunciato la chiusura dell’impianto erano stati numerosi coloro che ci avevano chiesto che fine avrebbero fatto le cabine. Ora abbiamo aperto una sorta di asta. La base d’asta per ogni cabina è di 500 euro più Iva. Chi acquisterà la cabina riceverà in omaggio anche uno dei seggiolini biposto che a Staunies utilizzavamo in inverno. Tutti gli ovetti sono in buono stato e per tanti appassionati di montagna custodiscono tanti ricordi».

Gli amanti del vintage sono davvero tanti: «Le cabine per oltre trent’anni hanno trasportato gli appassionati di montagna in vetta al Cristallo. Sono state tolte per motivi di sicurezza, visto che l’impianto non aveva più la concessione, ma la nostra volontà è sempre stata quella di riaprire un impianto a Staunies. Prima pensavamo di realizzare un impianto doppio, tra seggiovia e cabinovia, ma ora siamo orientati verso una funivia, senza stazione intermedia, per lasciare libero il canalone Staunies».

Le mail di richiesta piovono negli uffici della Faloria. Alcune sono in puro stile amarcord. C’è infatti chi, oltre a dirsi interessato ad avere un ovetto, si dilunga nel raccontare le emozioni provate durante la salita con i bidoncini gialli o rossi, verso il rifugio Lorenzi, da dove poi si parte per le ferrate, per rivivere i percorsi calpestati dai soldati durante la Grande Guerra. C’è anche chi ricorda i cestelli che portavano alle pendici del monte Cristallo, quando fu realizzato l’impianto, per le Olimpiadi del 1956, come riserva in caso di problemi di innevamento delle altre piste, e il successivo avvento degli ovetti.

In molti scrivono come vorrebbero impiegare in futuro le cabine: alcuni le posizionerebbero in giardino, altri in garage per deporre gli sci e gli scarponi in estate, altri ancora in esercizi commerciali, altri in sale museali. Gli ovetti, continueranno quindi a essere utili: non più per il trasporto, ma per altri scopi.

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