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Codivilla, la Giomi presenta ricorso in tribunale

Chiesto un provvedimento cautelare urgente per fermare la delibera regionale. «Dobbiamo tutelare pazienti e dipendenti»

CORTINA. I legali della Giomi, la società che gestisce il Codivilla Putti assieme all’Usl, hanno presentato un ricorso al tribunale civile di Belluno in base all’articolo 700 del codice di procedura civile. La richiesta di Emmanuel Miraglia, presidente del gruppo Giomi, è di una misura cautelare d’urgenza per sospendere la delibera regionale che impone alla Giomi di abbandonare il Codivilla Putti dal 30 aprile.

L’iniziativa legale è stata annunciata ieri alla tradizionale consegna delle borse di studio ai figli dei dipendenti.

«Alla fine di questa settimana dovremmo già avere la pronuncia del giudice in merito» afferma Miraglia. «Abbiamo in piedi già quattro ricorsi al Tar, ma questo provvedimento richiede l’intervento urgente del giudice, a garanzia dei pazienti e dei dipendenti che, a come stano le cose, il 30 aprile dovranno abbandonare l’ospedale. Se la Regione darà le dovute garanzie ai pazienti e ai dipendenti, siamo pronti a ritirare la richiesta. Altrimenti lotteremo in tribunale. Vogliono chiudere il Codivilla, ma se chiude, non riaprirà più, al di là delle parole».

«Un atteggiamento vergognoso», contesta Miraglia, «si rifiuta di tenere aperto un ospedale che funziona. Viene criticata un’azienda che va bene, che ha aumentato in qualità e quantità nelle protesi, perché dà fastidio agli ospedali vicini. Al direttore sanitario viene fatta pressione affinché non si effettuino più ricoveri, che si organizzi con le ambulanze per portare via i pazienti il 29 aprile».

Alla mezzanotte del 29 aprile, infatti, ci sarà lo scambio di chiavi tra la vecchia gestione e la nuova, ancora non formalmente individuata, in quanto per un certo periodo l’ospedale dovrà chiudere, essere affidato ad un’agenzia interinale, per poi passare in gestione alla Usl, per quanto riguarda il punto di primo intervento e i poliambulatori, e all’Oras di Motta di Livenza per i ricoveri.

«Tutti devono uscire il 29, pazienti e dipendenti, entro le ore 24. Siamo combattuti: da un lato vorremmo mantenere una struttura funzionante e passarla di mano a chi dovrà gestirla, come sarebbe poi logico, ma non è così», afferma il direttore sanitario Carlo Brusegan. «Più di qualcuno ha rifiutato il ricovero n questo periodo, non sapendo come andrà a finire».

Brusegan è deluso e amareggiato di come la questione del Codivilla passi sotto il silenzio dei prossimi candidati alla poltrona di sindaco di Cortina.

«L’11 giugno ci saranno le amministrative. Sono proprio curioso di leggere nei programmi elettorali dei candidati cosa ci sarà scritto a proposito della sanità. Fino ad ora, da quando sono qui, in difesa del Codivilla per la comunità si sono pronunciati il commissario De Rogatis, e Sandra Scarpa, entrambe non ampezzani. Sembra che alla comunità ampezzana l’ospedale non interessi».

Massimo Miraglia, amministratore delegato della società Codivilla Putti Spa, spiega che ieri mattina c’è stato un tavolo tecnico tra Giomi e Usl, per capire cosa si farà a fine mese. «Da parte nostra - spiega Miraglia - abbiamo chiesto

garanzie per i pazienti, per i dipendenti e per la società. In ogni caso, oggi Zaia ha ribadito (dai microfono di Radio Cortina, ndr) che l’ospedale rimane tale il 29, il 30 aprile, il 1, il 2 maggio e così via, perché quindi preoccuparsi?»

Marina Menardi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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