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Parco, il presidente manca da 22 mesi: protesta dei sindaci

La Comunità chiede di arrivare alla nomina in tempi brevi. De Pellegrin: «L’ente lavora ma è una questione di dignità»

FELTRE. Il Parco delle Dolomiti, pur senza la figura del presidente dal luglio 2015, si è rimesso in moto nell'ultimo anno, tornando a investire. Lo ha sottolineato ieri la Comunità del Parco, che si è riunita per l'approvazione del consuntivo 2016. L'avanzo di amministrazione di 2 milioni 353 mila 870 euro è diminuito di un terzo rispetto al 2015, segno che è stato riavviato il motore dello sviluppo sostenibile. La ritrovata capacità di spendere i soldi senza doverli accantonare significa operatività, anche se l'ente di villa Binotto dopo quasi due anni è ancora senza presidente e all'orizzonte non si intravedono novità.

Il primo a ribellarsi è il sindaco di Val di Zoldo Camillo De Pellegrin: «È vero che comunque le cose vengono fatte, ma ne va dell'immagine del Parco. Trovo che sia una situazione non tollerabile», tuona. «Se vogliamo rivendicare la dignità del Parco, bisogna fare qualcosa perché se è la politica a bloccare la nomina (spetta al Ministero e alla Regione concordare un nome), non facendo nulla lo accettiamo. Per me il vicepresidente facente funzioni Franco Zaetta (ieri assente per malattia) potrebbe fare il presidente».

Da qui la proposta del rappresentante della Provincia Mirco Costa, che ha presieduto la Comunità del Parco: «Non possiamo fare finta di nulla. Il territorio potrebbe proporre una rosa di nomi al Ministero, tra cui quello di Zaetta. Facciamo fronte comune e diamo un indirizzo in maniera forte e coesa». Una considerazione la fa anche il sindaco di San Gregorio Nicola Vieceli: «Se con il presidente nominato c'era un avanzo di amministrazione che non si sapeva come gestire, è meglio avere il vicepresidente non eletto».

Il direttivo del Parco è alla finestra: «Auspichiamo anche noi una soluzione, ma la scelta spetta alla politica. Noi dobbiamo lavorare per il territorio», interviene il consigliere Orlando Dal Farra. «Abbiamo un vicepresidente riconosciuto dal Ministero dell'ambiente come facente funzioni a tutti gli effetti che ha lavorato alacremente per motivare sia la struttura che il consiglio direttivo e il consuntivo 2016 è la testimonianza di ciò che è stato fatto».

Tornando ai numeri, «il Parco si era trovato nel 2014 a dover gestire un avanzo di amministrazione di circa 3 milioni 200 mila euro, riconfermato sostanzialmente nel 2015 e adesso è sceso

di quasi un milione di euro», evidenzia il direttore Antonio Andrich. «La nostra previsione e il nostro auspicio è di arrivare nel giro di un paio d'anni ad un avanzo che sia fisiologico». Per il sindaco di Feltre Paolo Perenzin, «si sta percependo un segnale di ripresa».

 

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