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Quad in quota, scoppia la polemica

I partecipanti replicano: «Non procureremo alcun danno»

FALCADE. Sono una montagna le reazioni, via Facebook scattate all’annuncio di proteste da parte degli ambientalisti contro l’invasione di quad, il 10 e l’11 giugno, sul passo San Pellegrino. Un raduno organizzato per il secondo anno consecutivo. «È una manifestazione annuale, non ogni sei mesi. E nessun danno - assicura Moreno Tomaselli, organizzatore con Giambattista Marchetto - viene arrecato: vengono percorse solo ed esclusivamente strade silvopastorali. Prima di criticare bisogna sapere di cosa si tratta. Non a caso tutti gli amministratori della valle del Biois (4 comuni) e quelli di Moena (Trento) l’hanno accolta favorevolmente, insieme con le proloco e il Musal (museo di Albino Luciani)». Esterefatto Luigi Casanova, di Mountain Wilderness. «Capisco, fino ad un certo punto, gli appassionati di questi mezzi, ma che siano i pubblici amministratori e anche un museo dedicato a papa Luciani a dare il proprio sostegno, ci sorprende. Non è questo lo spirito dell’Unesco che protegge le Dolomiti».

Velocità media di percorrenza 20 km, età media dei partecipanti 50 anni, il tour è guidato e incolonnato e farà tappa alla chiesa di San Simon, al Museo Albino Luciani, nelle malghe dove si potranno acquistare i prodotti: per Tomaselli la manifestazione ha lo scopo semmai di far conoscere la valle del Biois. Autorizzazioni son oarrivate dai Comuni di Falcade, Canale d’Agordo, Vallada Agordina, Cencenighe, San Tomaso Agordino, Moena. Rilasciati anche i nulla osta dal Servizio forestale veneto, dal Servizio urbanistico di Trento e dal Servizio foreste di Trento. E poi il numero rigorosamente chiuso, massimo 50 quad e cinque guide locali.

Assicura anche Paolo Prosperi: «I quad hanno sempre viaggiato con andatura lenta per consentire ai partecipanti di ammirare i paesaggi e per rimanere sempre uniti in spirito di gruppo su strade pastorali. La manifestazione non è assolutamente una gara ma una passeggiata». «Parteciperò a questo evento - fa sapere Fabiano Martinello - ho quasi 60 anni, frequento le Dolomiti da quando ne avevo 10, ho rispetto di queste montagne, non ho bisogno di lezioni di buona educazione: nessuno farà danni a queste belle montagne. Sarà un bell’incontro a suon di salame e salsicce».

Per Stefania Carrer «la montagna vive anche di turismo e una manifestazione come il “Quad in quota”, ben organizzata e ben pensata per non arrecare danno alcuno alla flora e alla fauna di quei meravigliosi luoghi, credo possa solo aiutare a coinvolgere positivamente un gran numero

di persone che direttamente o indirettamente potranno avere il piacere di transitarvi e, sicuramente, ritornarvi per trascorrere qualche giorno di vacanza, magari assieme alle famiglie o amici. L’anno scorso l’evento ha riscosso un grande successo e non ha provocato alcun danno». (fdm)

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