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Progetto da 2 milioni per rilanciare l’azienda agricola

L’obiettivo è realizzare un centro di eccellenza per formare gli imprenditori del settore primario del futuro in montagna

FELTRE. Trasformare un’emergenza strutturale in una prospettiva di sviluppo per la scuola Agraria e per costruire gli imprenditori agricoli del futuro con la collaborazione delle associazioni di categoria e i soldi dei Comuni di confine è la missione del progetto per il recupero della vecchia azienda agricola dell'istituto di Vellai. Ci sono 2 milioni di euro a disposizione per farla rinascere non solo per i laboratori degli studenti, ma anche come fattoria didattica.

È ambizioso ma anche molto concreto il piano che mira ad avere una struttura all'avanguardia pronta all’uso nell’estate 2019. Poste le basi economiche grazie allo studio di fattibilità a regia provinciale accolto dal comitato paritetico per la gestione dei fondi di confine presieduto dall’onorevole Roger De Menech, adesso lo snodo cruciale è stabilire se conviene ristrutturare l’azienda agricola, oppure demolirla e ricostruirla ex novo. «Abbiamo le lettere pronte da spedire a tre ingegneri per l’offerta da accettare per la verifica statica e sismica», dice l’ingegnere della Provincia Luigino Tonus.

A fare il quadro della situazione è Ezio Lise, figura storica dell’istituto, consigliere provinciale e consigliere comunale uscente: «L’azienda ha i suoi anni ed è ormai obsoleta», esordisce. «Per cominciare, la stalla è diventata un deposito e non è più agibile, quindi non sappiamo più dove mettere le pecore, che sono quelle di razza Lamon oggetto di salvaguardia. Il pollaio poi non è dei migliori, il fienile è adoperato in altre maniere, mancano i laboratori di trasformazione, che vuol dire minicaseificio, microbirreria, piccola cantina, e mancano anche i servizi igienici e gli spogliatoi per gli studenti».

Il preside dell’Agraria Ezio Busetto si rivolge alle associazioni di categoria: «Facciamo insieme il percorso anche nella scelta dei laboratori per dare risposte alle aziende agricole». Diego Donazzolo di Confagricoltura fa «un plauso a questa iniziativa che va nella direzione di avere strutture vicine alla realtà», il collega della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Marta Zampieri rimarca l’importanza dei laboratori che «permettono di capire l’attitudine del ragazzo» e Silvano Dal Paos di Coldiretti si augura «che questo sia un centro di eccellenza. Non deve rimanere qualcosa di chiuso, ma aperto sul mondo del lavoro».

L’onorevole Roger De Menech parla di motore di sviluppo: «La presenza delle associazioni di categoria è tanto importante quanto la scuola», sottolinea. «Dopo che la politica ha scelto dove mettere i soldi, siamo entrati nella fase operativa, quella dei

progetti. Vorremmo che questa struttura sia la palestra di abilitazione degli allievi, una fattoria didattica aperta per aumentare la consapevolezza dell'importanza dell'agricoltura nel territorio e un laboratorio di esperienza per i futuri imprenditori agricoli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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