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Delibera “blinda” il Piave come patrimonio di tutti

Ponte nelle Alpi, approvato un documento che sancisce il valore storico del fiume. Il Comune lo userà come “prova” per contrastare i progetti di centraline

PONTE NELLE ALPI. L’asta del Piave a Ponte, in particolare il tratto dove bagna le sponde in località La Nà e Rione Santa Caterina, è ufficialmente “patrimonio irrinunciabile per la comunità”.

Lo dice nero su bianco una delibera di giunta approvata in via definitiva mercoledì e che, oltre a restare agli atti, servirà come “pezza d’appoggio” per le opposizioni e i ricorsi che il Comune potrebbe dover affrontare contro i progetti di centraline idroelettriche lungo il Piave.

È questa la nuova mossa dell’amministrazione pontalpina nella battaglia in primis contro l’impianto che la società altoatesina Reggelbergbau vuole realizzare a La Nà, in località Santa Caterina.

Il Comune, in parole povere, ha ufficializzato con un atto formale l’importanza del Piave per la comunità e con quell’atto in mano andrà a controbattere a questa e a future richieste di realizzare centraline lungo il Piave.

L’amministrazione Vendramini ha così messo a punto un lungo documento che riepiloga il valore storico e naturalistico dell’asta del Piave attraverso un paese che, non ha caso, ha nel nome il richiamo al ponte, e dunque al fiume.

«L’idea è quella di testimoniare il fatto che l’amministrazione comunale ritiene alcune zone come meritevoli di assoluto rispetto»,

spiega il sindaco Paolo Vendramini, «zone indicate anche nel nostro Pat che dovrà essere adottato in consiglio cmumnale. Si tratta di un atto molto forte di tutela del Piave che consideriamo unpatrimonio della nostra comuntà ma non solo, anche della provincia e dell’intera regione».

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