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Gabrielli appoggia i lavori alla Fantuzzi

Il numero uno della Polizia ha visitato la ex caserma alpina prima di inaugurare la nuova sede della Digos alla Tasso

BELLUNO. Caserme in progress: sarà pure un lavoro lento ma la Cittadella della sicurezza nascerà alla Fantuzzi, «e speriamo che il tempo medio-lungo sia il più medio possibile». Anche per porre fine a un concetto di “polizia diffusa” sul territorio, nel caso di Belluno: il termine diffuso sarà un valore per il turismo (l’ospitalità) ma nel gergo della sicurezza è più che altro sinonimo di dispersione.

Il capo della polizia Franco Gabrielli, che ieri ha inaugurato la nuova sede della Digos all’ex caserma Tasso, non ha potuto che bollare come “grave” l’ attuale logistica della questura che pone l’amministrazione, tra l’altro, davanti a una grande esposizione a livello economico: la maggior parte delle sedi della polizia sono in affitto. «In tempi ragionevolmente brevi sono convinto che Belluno avrà una struttura che condividerà con la guardia di finanza. Bene i lavori in progress che consentono anche adeguati trasferimenti delle sezioni, più che aspettare che tutto sia completo».

Il tour bellunese del capo della polizia di Stato e prefetto Franco Gabrielli era iniziato con l’atterraggio dell’elicottero “Poli”: alle 10 l’accoglienza in sede, accompagnato dal questore Michele Morelli. Il tempo dei saluti dell’onorevole De Menech, che arriva nella sede di via Volontari della Libertà per uscirne 10’ dopo (per andare a Sedico), e si parte in direzione della Sala Bianchi per l’incontro con tutto il personale. Quindi un giro rapido all’interno della Fantuzzi e via di corsa in via Tasso per il taglio del nastro, con lieve ritardo sulla tabella di marcia, della nuova sede della Digos.

All’interno, la benedizione del vescovo Marangoni, alla presenza dei vertici della polizia bellunese, del prefetto Francesco Esposito con i comandanti provinciali di Carabinieri, Giorgio Sulpizi, Finanza Patrizio Milan, Vigili del fuoco Vincenzo Giordano, il sindaco Jacopo Massaro.

Tocca al questore Morelli tagliare il nastro, questore che esterna il suo «momento di gioia soprattutto perché è il primo passo di quello che si potrà realizzarsi nella Cittadella della sicurezza alla Fantuzzi. Oggi la Digos è passata in questa ex caserma per due motivi: uno è il bene delle casse pubbliche (perché dall’altra parte si pagava l’affitto); l’altro, perché questa ex caserma è un pezzo di storia del Bellunese. In un futuro medio-lungo dovrebbe essere trasferita poi alla Fantuzzi, intanto con il 2018 proprio lì ci sarà la ristrutturazione di un’ala che ospiterà la polizia amministrativa e sociale (attualmente in via Lungardo, ndr). Io quindi vi dò appuntamento per l’anno prossimo». Per una nuova inaugurazione.

Gabrielli, proprio ieri alla sua 60esima questura visitata in un anno da capo della polizia, punta sull’«importanza di creare le condizioni di lavoro per la nostra gente che consentano di vivere in contesti adeguati. Questo territorio rispettoso delle istituzioni, in tempi di alberghi diffusi vive una situazione paradossale con una polizia altrettanto diffusa, ma questo, a differenza del primo, non è un elemento positivo» ha dichiarato «perchè disperde risorse, dissangua le casse pubbliche, e non pone nel migliore dei modi le persone che debbono lavorare. Ora, la soluzione che si prospetta

credo sarà all’altezza, anche con la sinergia della Gdf». Quanto alla Digos, «e io sono un “digosauro”», ha scherzato, «auguro ai colleghi di poter lavorare al meglio e alla polizia di Belluno di avere ulteriore spazio. Speriamo che questo tempo medio-lungo sia il più medio possibile».

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