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Vetro in frantumi al rifugio Carducci  

Auronzo. Brutta sorpresa ieri alla riapertura stagionale per il titolare Bepi Monti: «È un vigliacco atto di intimidazione»

AURONZO. Amara sorpresa per i titolari del rifugio Carducci che ieri mattina sono saliti in elicottero alle pendici della Croda dei Toni per inaugurare la stagione estiva della struttura.

Il vetro della porta d’ingresso si presentava in frantumi in più punti: un atto vandalico a tutti gli effetti, peraltro difficile da spiegare visto che l’area in cui si trova il rifugio, complice la frana in val Giralba di due anni fa, è di difficile accesso e richiede diverse ore di cammino lungo sentieri in alcuni tratti anche assai impegnativi.

«Più che di atto vandalico parlerei di vera e propria intimidazione nei miei confronti», tuona il titolare della struttura, Giuseppe Bepi Monti, «in dieci anni che sono qui una cosa del genere non era mai successa. Si tratta di un episodio molto grave per il quale provvederò a sporgere denuncia ai Carabinieri di Auronzo una volta tornato in paese».

Il danno si presenta esiguo da un punto di vista prettamente economico; ben più complesso sarà invece l’intervento di sostituzione del vetro, visto che richiederà l’ausilio di un elicottero chiamato a trasportare in quota il materiale sostitutivo. Elicottero che, per ogni volo da e per il Carducci, costa ai suoi titolari 500 euro.

«Provvederemo a sostituire il vetro in pochi giorni», annuncia Monti, «anche perché non possiamo farne a meno. Siamo stati fortunati perché a mio avviso qualcuno, tentando di rompere il vetro della porta d’ingresso in tre punti diversi, aveva intenzione di entrare nel rifugio. In quel caso ci saremmo ritrovati a fare i conti con danni ingenti. Si tratta di un vetro antisfondamento e questo si è rivelato un particolare fondamentale. Escludo a priori un caso di emergenza, visto che nei giorni scorsi non ci sono stati episodi di maltempo in quota; e poi il vicino bivacco invernale è regolarmente aperto. Chi ha compiuto questo gesto vigliacco aveva il solo obiettivo di fare un danno al sottoscritto, non ho alcun dubbio in merito».

Non è la prima volta che il rifugio Carducci, da quando è gestito da Monti, si ritrova vittima di atti di sabotaggio.

«L’anno scorso vennero tagliate le tubature dell’acquedotto. L’episodio avvenne un mese e mezzo dopo la mia nomina a presidente della Regola di Villagrande. In quel caso decisi di non denunciare il fatto per evitare clamori; ma stavolta non posso farne a meno».

Monti non lo dice apertamente ma ritiene che entrambi gli episodi siano da ricondurre proprio al suo ruolo di presidente regoliero, evidentemente ritenuto “scomodo”. In passato anche altri
presidenti regolieri subirono episodi minacciosi, in alcuni casi anche gravi. Nel frattempo, in attesa di capire se i Carabinieri della stazione di Auronzo una volta ricevuta la denuncia avvieranno le indagini del caso, la stagione estiva del rifugio Carducci ha preso ugualmente il via.

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