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Il tesoro virtuale dei comuni di confine

Da Trento e Bolzano oltre 300 milioni in 7 anni ma ne sono arrivati solo 21. Nei 144 progetti presentati il libro dei sogni del territorio Bellunese

BELLUNO. Una Ferrari che, fino a questo momento, ha fatto a malapena qualche giro di prova. Ma togliendo i freni della burocrazia potrebbe sfrecciare a tutta velocità per cercare di recuperare - o almeno abbreviare - la distanza perduta. Degli oltre 300 milioni di euro stanziati tra il 2010 ed oggi per il Bellunese nell’ambito del fondo per i comuni di confine (e precedentemente dai fondi Odi) ne sono stati liquidati poco più di 21 milioni.

Le cifre. La quantità di denaro destinata al Bellunese da quando, nel 2010, nacque il fondo Odi (istituzionalizzato nel 2011 e spesso associato al nome del suo presidente Aldo Brancher) è impressionante. Nel giro di sette anni i soldi destinati ai comuni bellunesi confinanti con Trento e Bolzano e, in tempi più recenti, a progetti sovracomunali riguardanti il territorio provinciale sono stati 302.001.044,11 euro per un totale di 144 richieste. La parte del leone, oltre 161 milioni di euro, la fanno i cosiddetti “progetti strategici” resi possibili dall’intesa del 2014 che archivia la gestione dell’Organismo di Indirizzo (Odi) e inaugura Fondo Comuni Confinanti (Fcc). Si tratta di progetti imponenti, costosi e ancora in fasce. Anche per le altre opere in programma però, si è faticato molto a spiccare il volo. Ad oggi (dati aggiornati al 15 giugno 2017) i soldi liquidati dal vecchio fondo Odi e dal nuovo Fcc sono 21.620.327,10 euro. All’appello mancano oltre 280 milioni di euro.

La gestione Odi. La storia dei fondi per i comuni confinanti si può dividere a grandi linee in due parti: quella che vede la gestione del fondo Odi e quella nata con l’intesa del 2014. Solo una cosa non è cambiata in questi anni: la cifra destinata ai 48 comuni confinanti, di cui 15 nel Bellunese, che era ed è di 80 milioni di euro all’anno. La gestione Odi ha visto stanziare contributi per oltre 100 milioni di euro per un totale di 28 progetti presentati per le annualità 2010, 2011 e 2012. Di questi, però, quelli effettivamente liquidati dall’Odi, secondo i dati forniti dal Comitato paritetico Fcc, sono poco meno di 375 mila euro. Alcuni milioni di euro sono stati sbloccati dopo il 2014 ma devono ancora essere liquidati 82 milioni di euro.

Il Fondo Comuni Confinanti. Nel 2014 viene siglata l’intesa che dà il via ad un nuovo corso per i comuni confinanti. Nasce un Comitato paritetico chiamato a gestire il fondo, la cui segreteria tecnica viene spostata da Verona a Trento. E, soprattutto, ai comuni confinanti vengono destinate risorse certe, 500 mila euro all’anno, mentre il restante “tesoretto” viene accantonato per i progetti strategici. Tra il 2013 e il 2017 i comuni confinanti bellunesi presentano 64 richieste per un totale di oltre 36 milioni di euro. Di questi, 1.125.000 euro vengono erogati per quanto riguarda l’annualità 2013-14, altri 150 mila euro vengono liquidati dal fondo per i progetti strategici. Nel frattempo, però vengono liquidati quasi 20 milioni di euro della precedente gestione. Il resto confluisce nei 280 milioni ancora da saldare.

I progetti. Piste ciclabili, valorizzazione del territorio, collegamenti sciistici. I piccoli comuni confinanti con Trento e Bolzano hanno avuto la possibilità, a partire dal 2010, di sognare in grande. E, da quando esistono i progetti strategici, anche la provincia di Belluno ha potuto mettere nero su bianco i suoi desideri per il futuro. Ma dei 144 progetti presentati solo tre sono ufficialmente conclusi: la microcentrale elettrica a ponte Malon, Auronzo di Cadore, la nuova cabinovia Molino Le Buse a Falcade e, sempre a Falcade, l’adeguamento funzionale delle infrastrutture per la pista di sci nordico. Questi sono i dati ufficiali riportati dal sito www.fondocomuniconfinanti.it, che però si limita ai progetti conclusi. Sotto la superficie si avverte un certo fermento, nonostante la difficoltà burocratiche incontrate dai sindaci in questi anni.

Il futuro. Tanti progetti, infatti, sono in fase di avanzamento, praticamente ultimati. Mancano però alcuni collaudi o cavilli burocratici. Le prime opere cominciano a vedersi anche se ai cittadini manca ancora uno sguardo d’insieme. Anche il conto finale dei fondi liquidati è un work in progress:
secondo il Comitato paritetico in questo periodo vengono erogati 500 mila euro a settimana ai diversi comuni che beneficiano dell’accordo. E la parte più consistente, quella dei progetti strategici, sta prendendo il via proprio in questi mesi.

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