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il lutto

Feltre, la politica e lo sport piangono Brambilla

Si è spento ieri ed era malato da tempo. È stato sindaco della città dal 2002 al 2007 e presidente del Csi di Feltre

FELTRE. Si è spento all’hospice Le Vette nel primo pomeriggio di ieri, Alberto Brambilla, ex sindaco di Feltre per la legislatura 2002/ 2007 e attuale presidente del Centro sportivo italiano, consiglio di Feltre. Aveva solo 64 anni ed era malato da tempo. Nonostante la diagnosi e l’aggressività del male, Alberto non si è mai perso d’animo: lo ha affrontato a testa alta, con grande energia e col giusto distacco. Non ha mai fatto pesare sugli altri questa sua fatica esistenziale, trattandola con decisione ma anche con ironica leggerezza. Lo stesso ha fatto dal momento in cui ha capito che la battaglia era persa. E anche in questo è stato un grande uomo, dicono i tantissimi amici che hanno tifato per lui fino all’ultimo respiro.

Quello che lui stesso ha reso per il bene della comunità, “dando sempre più rispetto a quello che ha ricevuto”, come riconosce il sindaco Paolo Perenzin che proprio con Brambilla ha iniziato la sua attività amministrativa dal gruppo di maggioranza. «È stato un sindaco coraggioso», dice il primo cittadino di oggi, «perché ha cercato con tutta la sua forza di portare elementi innovativi in una città stereotipata».

«Sono opere sue il Campus e il mantenimento dei rapporti con l’università Iulm che fino a quando è rimasto sindaco lui non si sono smantellati e abbiamo avuto la facoltà universitaria a Feltre», chiosa Mauro Miuzzi, già assessore all’urbanistica nella giunta Brambilla. «E il fatto di mettere la persona sempre al centro di ogni interesse, ha fatto sì che nascesse l’Azienda feltrina servizi alla persona con la farmacia comunale, frutto anch’essa della sua tenacia e della sua profonda umanità».

È sul suo ruolo di volontario, di educatore allo sport come “disciplina umana” e allenatore sportivo, che si sono intrecciate altre scelte, nella vita, come quella di accettare l’incarico di assessore alle politiche sportive, proposto da Gianvittore Vaccari, a metà del suo secondo mandato da sindaco. «Abbiamo collaborato, ed uso volutamente questo vocabolo, per tanti anni per il bene della nostra comunità», dice Vaccari rivolgendo un pensiero al collega scomparso. «Alle volte dalla stessa parte, altre volte no, ma sempre con lo stesso e per lo stesso comune obiettivo; ci siamo forse scambiati alle volte opinioni con toni accesi (possiamo dire il pepe della politica) ma mai nemici e neppure avversari, e ha prevalso il reciproco rispetto umano».

«Era un uomo di grande generosità che ha sempre speso sia nelle attività oratoriali a favore dei ragazzini che avvicinava allo sport, che nelle attività istituzionali», dice il consigliere comunale Ennio Trento. «Può essere davvero additato a esempio di umanità che si traduceva sempre in azioni concrete, qualunque ruolo egli abbia ricoperto». Lascia un vuoto grande nell’ambito del Csi, dice la vice presidente Cinzia Lusa, «oltre che nel nostro cuore. È stato generoso persino nella comunicazione del suo stato di salute, affinché non ci desse pensiero. Non ha mai detto di stare male, anzi, con la sua capacità di ironizzare e di sdrammatizzare persino il dolore della sconfitta, ha pensato a noi, ha voluto renderci tutto più facile». Dalla Lega le parole di Alberto Vettoretto: «Politicamente eravamo su pianeti diversi ma riconosco a Brambilla un’onestà intellettuale e l’impegno per il bene della città. Come Lega nord porgiamo le condoglianze alla famiglia».

Nonostante fosse impegnato dalla malattia, Brambilla ha voluto essere presente in maggio alla cerimonia di assegnazione del Discobolo d’Oro, il riconoscimento che ogni anno il Centro sportivo italiano si attribuisce ai soci benemeriti. Con il suo fisico asciutto e diritto e lo sguardo determinato di sempre, ha condiviso la gioia del premio con Gianpietro Viale e Mario Faoro.

«Alberto è stato un uomo poliedrico e tuttavia alla base delle sue diverse attività è sempre stato prevalente il tratto che considero principale della sua personalità: il darsi da fare per gli altri», dice Renato Beino. «L’ho conosciuto da vicino soprattutto attraverso la grande passione della sua vita: il Csi. Era il 2009 quando improvvisamente moriva Enrico suo fratello, storico presidente del Centro sportivo di Feltre. Il colpo fu forte emotivamente, ma Alberto non si ritirò e con molto coraggio decise di prendere in mano l’associazione rimasta letteralmente orfana del suo vate. Non è esagerato affermare che così la salvò da una crisi che poteva essere esiziale. In questi otto anni Alberto ha certo dato il meglio di sé, riorganizzando il Csi, rilanciando le iniziative sportive, riavvicinando i Comitati di Feltre e di Belluno, realizzando brillanti
eventi, primo fra tutti la celebrazione del settantesimo del sodalizio».

In una nota, anche l’ente Palio, di cui Brambilla fu presidente nei primi anni Duemila, esprime il cordoglio per la sua scomparsa. I funerali si terranno lunedì alle 16 nel Duomo di Feltre.



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