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Cinquecento firme a Sedico per far restare il parroco

Parrocchia di Mas Peron mobilitata contro il trasferimento del sacerdote. Duecento sottoscrizioni raccolte solo ieri al gazebo

SEDICO. La comunità di Mas vuole tenersi stretto don Alberto Ganz. Lo ha dimostrato ieri mattina, partecipando numerosa alla raccolta di firme per chiedere al vescovo Marangoni di fare dietrofront e rinunciare al trasferimento di don Ganz, destinato a Pedavena.

Il gazebo è stato allestito dal gruppo dei giovani di Mas che, più di tutti, ieri hanno voluto far sentire la loro voce. «Don Alberto ha creato una bella comunità – spiegano Luca Marcadent, Carlotta Vedana, Silvia e Manuela Stradiotti che fanno parte del gruppo giovani, ma anche del coro, e sono animatori del grest e del catechismo – e da quando è arrivato le cose sono migliorate molto. Da troppo poco tempo è qua. I risultati si cominciano a vedere adesso. Per noi giovani, prima che arrivasse, non c’era niente. Ora siamo tutti uniti, Mas, Peron e San Gottardo. E anche con Sospirolo abbiamo formato un gruppo molto legato, sempre per merito di don Alberto».

«Dopo tanti anni di vita ecclesiale – ha sottolineato una delle parrocchiane più fedeli, Irene – ho avuto modo di assistere a tanti benvenuti e a tanti addii. A me don Alberto piaceva tanto. Però alla messa feriale siamo sempre in pochi. Ai più giovani chiedo di continuare a fare tutto quello che hanno fatto di bello in questi anni, come cantare e animare la messa, anche se arriverà un altro prete».



Le cifre parlano di circa duecento firme raccolte sotto al gazebo allestito nelle vicinanze del mercato e di quasi cinquecento sottoscrizioni totali. Fogli per la raccolta delle firme, infatti, erano stati lasciati anche ai bar Aurora e Agip, a Peron, e in chiesa a Mas. Quasi tutta la comunità, insomma, ha aderito all’appello.

L’ex assessore alle politiche giovanili Errol Badole ha sottolineato il ruolo di guida di don Alberto: «È un sacerdote che vediamo come uno di noi. Facendo questo spostamento la nostra chiesa resterà senza un parroco, dopo tutto l’investimento per costruire quella nuova. Che piaccia o no, è pur sempre una chiesa di riconosciuto rilievo architettonico. Arriviamo da dieci anni in cui la nostra parrocchia ha continuamente dovuto cambiare sacerdote, a partire dalla tragica morte di don Claudio. Dal prossimo anno penso che avremmo visto i frutti del lavoro di don Alberto. Questa raccolta di firme non è tanto da parte dei più frequentanti la chiesa, ma dell’intera comunità. Speriamo che il vescovo ci ascolti. Abbiamo promosso questa iniziativa a livello apolitico, perché riteniamo che sia una cosa trasversale che riguarda tutta la comunità».

Al posto di don Alberto dovrebbero arrivare don Luciano Todesco e don Robert Soccal, altri due sacerdoti che tra i giovani hanno dimostrato di saper operare con successo. Sempre che la petizione sottoscritta da quasi mezzo migliaio di fedeli non produca effetti diversi. «Siamo un po’ amareggiati – concludono Luca, Carlotta, Silvia e Manuela – perché senza di lui non sarà lo stesso. La proposta del vescovo di unire la nostra parrocchia con quella di Sospirolo ci lascia un po’ perplessi. Ma, se anche si dovesse fare questo passo, la persona più adatta sarebbe stata proprio don Alberto».

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