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La chiesa in lutto per la morte di don Soccol

Il parroco di Cavarzano ha perso la vita al bivacco Cadore, il cordoglio del vescovo

AURONZO. Malore in montagna: muore don Francesco Soccol. Il parroco di Cavarzano ha perso la vita nel primo pomeriggio di ieri, mentre con un altro sacerdote e un amico laico del movimento dei Focolari era all’altezza del bivacco Cadore, in val Stalata, sotto i Campanili di Popera. I tre escursionisti erano partiti da Auronzo e avevano appena completato la ferrata Roghel. Per la fatica della salita e il caldo che faceva anche 2.200 metri di quota, il 65enne agordino si è improvvisamente accasciato: non riprenderà più conoscenza.

I due amici si sono subito resi conto che qualcosa di molto grave stava succedendo e hanno cercato di prestargli i primi soccorsi, per quanto possibile. L’allarme al 118 è stato dato alle 12.50 e l’eliambulanza ha velocemente raggiunto il luogo indicato, sbarcando medico, infermiere e tecnico di elisoccorso, che hanno iniziato le manovre di rianimazione, che purtroppo non sono bastate a tenere in vita il sacerdote.

Il medico legale non ha potuto che constatarne il decesso e avvertire il magistrato di turno per la rimozione della salma, che è stata ricomposta, imbarellata e trasportata nella camera mortuaria di Auronzo. In un secondo momento, l’elicottero ha trasportato a valle gli altri due uomini in stato di shock. Nelle prossime ore, è atteso il nulla osta alla sepoltura. Don Francesco lascia il fratello don Giorgio e la sorella Paola.

Chi era don Francesco. Classe 1951, era nato a Taibon Agordino. Dopo la scuola elementare, a 11 anni è entrato nel Seminario minore di Feltre per le medie e a 13 in quello Diocesano di Belluno per le superiori e gli studi di Teologia. Ordinato diacono nel maggio 1975, ha prestato servizio a Cortina, prima di diventare sacerdote nel suo paese d’origine. In seguito, è stato a Pieve di Cadore, Valle, Val di Zoldo, Zoppè di Cadore. Dal 27 ottobre 2012, era parrocodi Cavarzano.

Il dolore di don Luigi. Nel popoloso quartiere cittadino, c’è il primo collaboratore don Luigi De Rocco, oltre a don Luca Sartori: «Una tragedia e un grande dolore», sospira don Gigi, «era un grande appassionato di montagna ed era partito con Giuseppe Bernardi e un’altra persona. Quando poteva, non si tirava certo indietro, di fronte a una bella passeggiata in quota. Era un uomo molto dinamico e stava bene. Nessun problema di salute, ma purtroppo siamo qui a piangerlo. Non siamo ancora in grado di dire quando saranno celebrati i funerali».

Il cordoglio del vescovo. Molti i messaggi per un prete molto apprezzato, tra i quali quello del sindaco Jacopo Massaro, che lo ricorda come un «costruttore di tolleranza». Era stato lui ad accogliere nella chiesa di via Castellani i rappresentanti della comunità musulmana per quel momento di preghiera comune, dopo l’assassinio in Francia di padre Jacques Hamel. Per il vescovo
della diocesi di Belluno-Feltre, Renato Marangoni «un fratello, un amico, un padre spirituale per tutti. Era un uomo di incontro. Non c’è persona venuta in contatto con lui che non ne abbia percepito l’accoglienza, nello stile della pastorale, che ci sta consegnando papa Francesco».

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