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Arresti ad Amburgo, scarcerata Maria

L’avvocato tedesco l’ha attesa fuori dalla prigione nel tardo pomeriggio. La felicità della mamma: «Notizia stupenda»

FELTRE. Libera. «Maria è libera! » . Ogni telefonata per papà Raffaele e mamma Giuditta è un’esplosione di gioia. Ogni minuto speso al telefono è un sorriso riguadagnato che fa lentamente dimenticare gli ultimi 32 giorni trascorsi nel buio di uffici legali, sale d’attesa e di colloquio in carcere, camere d’albergo, fermate della metro, del treno e del bus, check-in di aeroporti.



Giuditta Bettini non fa che alzare la cornetta senza più avere paura di rispondere, ora che ha finalmente una buona notizia da condividere: l’accoglimento dell’istanza di scarcerazione presentata dai legali e la liberazione di Maria. «È bellissimo», esclama tutto d’un fiato, con un sorriso che al telefono non si può vedere ma che si riesce a sentire nitidamente, «abbiamo ricevuto una notizia stupenda e spero che anche le famiglie degli altri ragazzi detenuti ad Amburgo possano averne presto una altrettanto bella».

Mentre i genitori fanno a gara per avvisare familiari, amici e sostenitori, Maria Rocco è già fuori dal carcere di Billwerder, dov’era stata rinchiusa assieme ad altri 4 italiani la mattina dell’8 luglio dopo gli arresti al G20. Sono le 17.30 circa e ad attenderla, fuori dalle imponenti cancellate dell’istituto penitenziario amburghese, c’è il suo fidato avvocato tedesco Gerrit Onken, punto di riferimento per la famiglia e per i due difensori italiani Antonio Prade e Domenico Carponi Schittar, e il console di Hannover Flavio Rodilosso, che le presta subito il telefono per avvisare la madre.

«Gli devo una telefonata italiana», ironizza Giuditta, ora che ha la distensione per poterlo fare. «È stata un’esperienza dura per tutti», riesce a raccontarci di fretta, «anche perché non sei tu a trovarti in quella situazione, ma i tuoi figli. Loro cercano di essere forti e di sostenersi, ma per noi non è stato facile. Anzi... È stato bruttissimo».

Per le famiglie la vicinanza della comunità è stato un aiuto fondamentale. «Maria in questi giorni ha ricevuto tantissime cartoline di amici ma anche sconosciuti. Quella è stata la sua grande forza, un balsamo importantissimo per il suo umore», e lo racconta con la voce ricca di gratitudine.

L’importante adesso è non dimenticarsi dell’altro feltrino, il 18enne Fabio Vettorel, che diversamente dalla 23enne cesiolina è ancora sottoposto al regime di detenzione cautelare nel “giovanile” di Hanofersand.

Ma per oggi è meglio non pensare a quel che potrà accadere domani, ai risvolti legali, alle dinamiche sociali. Meglio pensare a prendere il primo volo e riabbracciarsi, finalmente fuori da ogni sguardo sospettoso.

Maria però per ora resterà ad Amburgo: «Ci devono far sapere cosa accadrà. Non sappiamo esattamente come muoverci, ma già il fatto che sia fuori di prigione è una notizia che ci riempie il cuore di gioia. L’importante è che stia bene».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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