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La gente di Alverà può tornare a casa

Finita l’emergenza, solo due strutture rimangono inagibili. Riaperte la Sr 48 verso Auronzo e la Alemagna a Dobbiaco

CORTINA. Rientrano nelle loro case le famiglie che erano state evacuata dopo la frana che nella notte tra il 4 e il 5 agosto è scesa da Rio Gere e si è abbattuta sull’abitato di Alverà facendo tracimare il torrente Bigontina.

Erano 12 gli appartamenti sottoposti a ordinanza di evacuazione, da ieri sera solo 2 strutture restano inagibili.

Nel tardo pomeriggio di ieri è stata riaperta anche la strada Regionale 48 che da Cortina, attraverso il passo Tre Croci, raggiunge Auronzo di Cadore. In mattinata era invece già stata aperta la Statale di Alemagna che va verso Dobbiaco, chiusa nei pressi del lago di Dobbiaco dopo le frane scese sabato scorso in Pusteria.

Il torrente Bigontina è stato ripulito nell’abitato di Alverà, si continua comunque a lavorare si a monte che a valle della frazione, e per le abitazioni il pericolo non c’è più.

Inagibili restano il ristornate Lago Scin, completamente distrutto dalla frana e la bottega artigianale del vetraio Pio Alverà, invasa di fango, melma e detriti. Restano fuori dalle loro case tre famiglie che hanno gli appartamenti che sono stati invasi dall’inondazione del Bigontina.

Il Comune ha messo a disposizione appartamenti a Staulin ed a Cademai per i cittadini che dovranno stare fuori casa per alcuni mesi, il tempo necessario a sistemare le loro abitazioni.

Ieri pomeriggio, le persone che abitano nelle case a rischio hanno avuto un incontro in municipio con il sindaco Gianpietro Ghedina, gli assessori, i vigili urbani ed i tecnici che hanno spiegato loro le procedure di emergenza. «Prima di consegnare il decreto di revoca dell’evacuazione», spiega il sindaco Ghedina, «abbiamo spiegato ai cittadini le procedure di emergenza da tenere in caso di allarme. Sul posto è attivo un monitoraggio a vista su tre siti: a Rio Gere, a Lago Scin e nell’abitato di Alverà. Se gli addetti dovessero vedere movimenti scatterebbe l’allarme con le sirene dei mezzi dei vigili dei fuoco. Se i cittadini sentiranno le sirene dovranno spostarsi ai piani alti se potranno, o stare in casa, chiudendo gli infissi se non hanno la possibilità di salire. Non devono uscire di casa. Immediatamente scatterà la macchina dei soccorsi. I cittadini sono stati contenti di questo incontro, un confronto sereno, chiarificatore, che è servito anche a tranquillizzarli».

Si lavora anche sul piano di emergenza che verrà rivisto e sottoscritto mercoledì alle 10 in Prefettura. La prima bozza è già sta approvata. «L’idea è di attivare un sistema di monitoraggio e di allerta meccanici», continua Ghedina, «in quanto il monitoraggio a vista necessita di risorse umane e diventa faticoso da gestire e da organizzare. Pertanto si sta valutando di posizionare dei sensori collegati a impianti sonori che suonino in caso di allarme».

Anche ieri Genio civile e Servizi forestali, che hanno assoldato operai di varie ditte, stavano lavorando sui torrenti Rio Gere e Bigontina. A bordo della strada sono stati tagliati anche degli alberi resi pericolanti dalla colata.

«Stanno lavorando tutti tantissimo»,
sottolinea Ghedina, «sia sul luogo della calamità che negli uffici dei vari enti. Se non ci fosse stato questo impegno e questa sinergia, considerando la portata della calamità e dei danni provocati, l’emergenza si sarebbe protratta molto più a lungo».

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