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Feltre, sollievo per Maria, ma Fabio resta dentro

La madre Jamila Baroni ha potuto telefonare al figlio ieri pomeriggio: «Era felice per la scarcerazione dell’amica»

FELTRE. Le ha procurato il biglietto e l’ha caricata sull’aereo che ieri l’ha riportata in Italia e a Feltre. Jamila Baroni, mamma di Fabio Vettorel, che si trova ad Amburgo per seguire quanto sta accadendo al figlio Fabio, è stata tra le poche persone che giovedì ha potuto vedere e abbracciare Maria Rocco subito dopo la scarcerazione. La 23 enne è tornata tra le mura di casa, circondata dall’affetto dei genitori Raffaele e Giuditta, che finalmente hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Come Maria, d’altra parte, che ha trascorso in carcere più di un mese dopo i fatti al G20 di Amburgo. Ora che metà dell’opera è compiuta, il lavoro continua per arrivare anche alla scarcerazione di Fabio. L’evoluzione giudiziaria positiva della posizione di Maria fa ben sperare che presto anche la posizione del diciottenne Vettorel possa essere rivalutata.

Ciò che preoccupa la madre di Fabio sono le restrizioni alle quali il figlio è sottoposto, e che solo ieri sono state allentate permettendo una telefonata: «Almeno ho potuto comunicargli la notizia del rilascio della sua amica Maria, e questo gli ha dato una grande gioia per la libertà finalmente ottenuta dalla ragazza e anche di conforto, data l’analogia tra i loro due casi giudiziari», spiega Jamila Baroni.

Una telefonata che ha ridato un po’ di morale in una situazione che non induce all’ottimismo, almeno nell’immediato. Vettorel è detenuto in custodia preventiva dal 7 luglio, ma dal 3 agosto sono state applicate numerose restrizioni che hanno di fatto annullato i suoi del ragazzo con l’esterno. Tutte le visite devono essere autorizzate dalla Procura e potranno avvenire in presenza della polizia. Caduta nel vuoto finora la richiesta di autorizzare visite illimitate per entrambi i genitori di Fabio e nemmeno la richiesta del console è stata presa in considerazione. Le sue visite al momento non sono autorizzate. Limitata la consegna della corrispondenza che deve superare il vaglio dei controlli per i quali gli è stato comunicato servono tre settimane. Stesso trattamento per le lettere che è Fabio a scrivere.

«L’atto ufficiale di restrizione ancora non è stato consegnato, quindi non ne conosco le motivazioni», aggiunge la madre di Fabio Vettorel. «Posso supporre siano collegate a possibili comunicazioni avute con la stampa tedesca. L’avvocatessa di Fabio considera questa decisione illegittima, in quanto Fabio si trova in custodia preventiva solo per evitare il pericolo di fuga. Quindi non può essere limitato in alcun modo il suo diritto di comunicare con l’esterno del carcere».

Da Feltre, intanto, l’avvocato Paolo Serrangeli che segue la vicenda dall’inizio anche se non nella veste di legale, plaude alla liberazione di Maria Rocco e ora spinge per un’accelerazione della procedura di scarcerazione per Vettorel: «Se hanno liberato Maria devono liberare anche Fabio. Si sta ripristinando lo stato di legalità. Credo la pressione esercitata dalla stampa che ha messo in moto l’opinione pubblica, abbia avuto un ruolo determinante Forse la gente non ci pensa, ma al di là delle opinioni di ciascuno qui sono in gioco i valori costituzionali. Le prove che fortunatamente
la Corte d’appello di Amburgo ha esaminato venerdì e che di fatto hanno portato a scagionare Maria sono le stesse che valgono per Fabio. Bisogna continuare a fare pressione. Solo così anche il suo caso sarà riesaminato in tempi brevi.

Roberto Curto



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