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San Paolo, più di 50 mila euro di danni

Al lavoro per sistemare il villaggio. Il bagnino storico: «Pineta rasa al suolo, mai vista una cosa simile»

CAVALLINO. Ammontano a parecchie decine di migliaia di euro i danni al villaggio San Paolo dell’Odar, l’Opera diocesana di assistenza religiosa di Belluno e Feltre, a Cavallino-Treporti. Superata l’emergenza, i responsabili hanno cercato di quantificare il disastro. «I danni superano sicuramente i 50 mila euro», è la prima stima abbozzata dai vertici dell’Odar. In ogni caso, la ricostruzione è in pieno atto, dopo la tempesta che giovedì ha abbattuto centinaia di alberi, allagato abitazioni e portato il caos in spiaggia e all’interno del villaggio.

«La stima dei danni in termini economici», ammette il direttore Paolo Santesso, «non è ancora precisa, sono in corso le operazioni più impegnative e urgenti sui fabbricati, che dovranno essere concluse nella finestra di bel tempo che si prospetta».

Volontari e dipendenti sono all’opera da giovedì sera per restituire ordine e tranquillità ai 1.100 ospiti del villaggio (almeno metà dalla provincia di Belluno). Hanno portato il loro aiuto, tra gli altri, anche gli Alpini di Tisoi. E tra i protagonisti dell’opera di ripristino c’è stato il bellunese Ilario Casagrande, dipendente dell’Odar e storico bagnino del San Paolo, che da alcuni anni presta il suo servizio alla Villa Gregoriana di San Marco, ad Auronzo. Venerdì mattina è stato richiamato d’urgenza a Cavallino per prendere parte ai lavori di manutenzione straordinaria. «Dopo due giorni, grazie al lavoro da parte di tutti», racconta Casagrande, «il villaggio è tornato a respirare un clima di tranquillità. Naturalmente resta tantissimo legname da portare via, ma almeno si è intervenuti per risolvere le situazioni che potevano rappresentare un pericolo. Ora in tutto il Cavallino si sente un “concerto” di motoseghe al lavoro per eliminare gli alberi caduti».

La perturbazione si è abbattuta sulla costa veneziana con una forza che nessuno ricorda di avere mai visto. «Negli anni al villaggio San Paolo», riprende Casagrande, «fenomeni così violenti non ne avevo mai visti. La pineta è stata letteralmente rasa al suolo e mi piange il cuore perché ricordo di aver partecipato alla piantagione di quegli alberi».

Dall’animazione del villaggio, nel frattempo, è stato lanciato il motto “(R)estate uniti”. «Le prime parole dopo la tromba d’aria», sottolineano dal villaggio, «sono state: se serve una mano noi siamo qua. Ed eccoci uniti: staff, ospiti e volontari a sistemare il nostro villaggio e farlo tornare bello e accogliente. Perché la solidarietà è il valore aggiunto di questo luogo, dei suoi dipendenti, volontari e ospiti. A loro oggi va un grazie veramente di cuore per la pazienza e la voglia di collaborare».

Tante le piccole storie personali che si raccontano su quella drammatica giornata. C’è chi ha dovuto passare attraverso la finestra del suo alloggio per uscire
di casa, poiché la porta era stata sbarrata dalla caduta di un albero. E c’è chi, malinconicamente, ricorda che gran parte degli alberi abbattuti dal maltempo erano stati piantati diversi decenni fa da don Aldo Belli che, del villaggio, è stato il padre.

Nicola Pasuch

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