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«Una reazione contro le parole di Massaro»

Provincia. Bortolot spiega com’è arrivata la candidatura di Manfreda e nega di essere l’autore del blitz

BELLUNO. «Auspico che a questo punto vi sia un confronto approfondito e sereno su quello che si pensa possa essere il futuro di questa nostra Provincia, lasciando da parte le contrapposizioni personali e le polemiche che, conoscendo bene entrambi, sono certo che non appartengono a nessuno dei due candidati oggi in campo».

Renzo Bortolot, sindaco di Zoppè di Cadore, interviene sulla questione candidature per la presidenza della Provincia, smentendo seccamente di essere stato l’autore del blitz che ha portato al nome di Mario Manfreda.

«Come può tranquillamente confermare chi era presente alla riunione dei sindaci cadorini di giovedì scorso», scrive Bortolot in una lettera aperta, «la “colpa” o il “merito”, a seconda dei punti di vista, di aver proposto il nome di Manfreda non è mia. In ogni caso, la proposta di un terza candidatura per la presidenza della Provincia concordata in quella sede non era contro qualcuno, ma aveva lo scopo di cercare di superare una divisione che si riteneva dannosa per l'ente provinciale. Come sanno bene alcuni sindaci di entrambi gli attuali schieramenti, tra cui anche quello del Comune di Belluno, la disponibilità di Manfreda (eh si, perché anche questa era una disponibilità) si sarebbe concretizzata solo se poteva aiutare a superare la contrapposizione tra i due nomi allora in campo, tanto è vero che, a quanto ne so io, nessuno aveva neppure iniziato a raccogliere firme a sostegno della nuova candidatura».

Bortolot, al contrario, attribuisce la responsabilità delle ultime divisioni al collega del capoluogo Jacopo Massaro, che in un articolo apparso domenica aveva usato parole severe nei confronti dei sindaci della parte alta della provincia, accusati di scorrettezza e inaffidabilità, oltre che di aver tramato di nascosto.

«Purtroppo», scive Bortolot, «la situazione è invece precipitata domenica con le improvvide dichiarazioni attribuite al sindaco di Belluno, Massaro, apparse su questo giornale, nelle quali si accusavano ingiustamente i sindaci del Cadore e dell'Agordino di scorrettezza e di aver tramato chissà quali nefandezze. Questo», sostiene infine
Renzo Bortolot, «ha fatto scattare in molti colleghi una reazione di rabbia ed un moto di dignità che nonostante gli sforzi di qualcuno, me compreso, per riuscire a ricomporre un quadro unitario ormai a pezzi, ha portato a quello che voi stessi avete definito un blitz».(i.a.)

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