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«Il papato era un peso troppo grande»

La testimonianza su papa Luciani del cardinale Giovanni Battista Re a lungo prefetto della Congregazione dei vescovi

CANALE D’AGORDO. Oggi pomeriggio, alle 16, nella chiesa arcipretale di Canale, la celebrazione per i 39 anni dell’elezione di Albino Luciani al soglio pontificio e ritorna il tema delle condizioni di salute di Giovanni Paolo I, che morì dopo soli 33 giorni. È di ieri la testimonianza del cardinale Giovanni Battista Re, per lungo tempo autorevole prefetto della Congregazione dei vescovi. «Volle incontrarmi, mi disse che considerava il Papato come un peso troppo grande», ha detto Re, che in un’intervista fa sapere anche che Paolo VI era intenzionato a dare le dimissioni, come fece anni dopo Benedetto XVI. C’è chi, ieri, ha immaginato che anche Luciani fosse intenzionato a presentarle. Mai, però, è emersa un’eventualità del genere, anche perché il “papa del sorriso” non ebbe neppure il tempo di rendersi puntualmente conto di quanto la responsabilità fosse davvero stressante per un fisico fragile come il suo.

A Vittorio Veneto è ancora vivo il medico personale di Luciani, Antonio Da Ros, ma questi non ha mai violato il riserbo che si era imposto sullo stato di salute dell’illustre assistito. Oggi, dunque, la memoria di un pontefice che già tutti, qui a Canale, pregano come fosse già agli onori degli altari. Sarà il vescovo monsignor Renato Marangoni a presiedere la solenne concelebrazione e a ricordare ancora una volta la figura e l’opera del candidato alla beatificazione.

«La causa di canonizzazione di Giovanni Paolo I è giunta ormai alla sua fase finale – puntualizzava a suo tempo la rivista Humilitas del Centro Papa Luciani, per la penna di Stefania Falasca, dell’Ufficio postulazione –. Si avvia infatti all’esame di giudizio conclusivo da parte degli organi collegiali della Congregazione delle cause dei santi per la proclamazione delle virtù. Si chiude così la fase romana del processo sulla vita, le virtù e la fama di santità di Albino Luciani, che si era aperta il 13 giugno 2008, dopo che erano pervenuti a Roma gli atti dell’Inchiesta diocesana svoltasi dal 2003 al 2006 nella diocesi di Belluno-Feltre».

La Positio, quindi tutta la documentazione, è stata completata. L’ha stampata e rilegata in cinque volumi per oltre 3600 pagine complessive la Tipografia Piave di Belluno, quella stessa in cui Albino Luciani collaborò, durante gli anni bellunesi, per le colonne del settimanale diocesano L’Amico del Popolo e dove nel marzo 1950 fece stampare la sua tesi dottorale.

Sulla Positio devono ora esprimersi collegialmente con voto due sessioni di esami: quella del Congresso dei teologi e quella del Congresso dei vescovi e cardinali. L’iter di giudizio finale si chiuderà con il decreto sancito dal Papa per la proclamazione delle virtù.

«Attendiamo pertanto con fiducia questo felice esito e che dunque presto Albino Luciani sia dichiarato “Venerabile”», si dice ora al Centro Papa Luciani. «Per quanto riguarda casi di presunte guarigioni miracolose per intercessione del servo di Dio Albino Luciani, che sono trattate con processi distinti – si ha modo di leggere ancora in Humilitas –, fino ad oggi si registra il solo caso per il quale – tra il maggio 2007 e il maggio 2009 – si è svolta l’inquisizione canonica presso la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti. Tuttavia, come è noto da prassi, tale processo non può essere avviato e concluso nella fase romana, prima che siano proclamate le virtù. Giovanni Paolo
I gode di una vasta fama di santità che si è diffusa spontaneamente ed è andata crescendo dopo la morte in tutto il mondo. Numerose sono le grazie pervenute e tra queste ci sono alcune, anche provenienti dall’America latina, che destano considerazione».

Francesco Dal Mas

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