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Tre forti scosse di terremoto, evacuata la Luxottica

Paura nella vallata ma anche in tutta la provincia dove il sisma è stato sentito bene Il primo botto alle 14.22 seguito da altri due. Registrati anche 14 movimenti di grado basso

VOLTAGO AGORDINO. Tre scosse nell’arco di pochi minuti, nessun danno ma tanta paura, soprattutto nella vallata agordina dove è stato registrato l’epicentro, ma anche in tutta la provincia di Belluno dove il terremoto è stato sentito bene, dal Basso Feltrino, fino in Cadore. Ma anche a Vittorio Veneto e nell’alto Trevigiano e in Trentino, dal Primiero alla Val di Fassa.

La prima botta, quella più forte, alle 14.22 ha raggiunto i 3. 6 gradi della scala Richter, la seconda alle 14.26 (2.6 gradi), la terza alle 14.30 (3.0 gradi). Sono seguite 14 scosse di magnitudo inferiore a 2 (i dati sono stati diffusi dalla protezione civile del Veneto).

Un fenomeno, quello sismico, che l’Agordino non registrava da tempo. Una sensazione che i più giovani, quelli che non hanno conosciuto quello del Friuli, non avevano mai provato e che i più anziani forse avevano rimosso. Sì, le onde del terremoto dell’Emilia del 2012 erano arrivate nella vallata agordina, ma ieri è stata una cosa diversa, breve ma intensa, che fortunatamente non ha però provocato danni né alle persone, né alle cose. La rete sismometrica del Veneto (tramite la stazione di Agordo) ha rilevato l’epicentro in comune di Voltago, a monte della frazione dei Bèrtoi (tra il capoluogo e Frassené) nei pressi di Malga Agnér, a una profondità di circa otto chilometri. La prima scossa, quella delle 14. 22 è stata di magnitudo 3. 6 (quello di Ischia del 21 agosto scorso era stato di magnitudo 4 e si sono ben visti i danni che ha provocato).

Il terremoto è stato percepito non solo in tutto l’Agordino, ma anche in provincia (lo hanno sentito, come testimoniano le reazioni sulla pagina Facebook del nostro giornale, a Castellavazzo, a Lozzo, a Cortina, a Farra d’Alpago, a Belluno, a Lamon e Sovramonte, a Sospirolo, ad Arsiè) e pure fuori provincia e regione (a Vittorio Veneto, a Canal San Bovo, ad Arco di Trento, a Padova, a Pozza di Fassa).

Un evento eccezionale per l’Agordino che ha avuto una conseguenza altrettanto eccezionale, l’evacuazione degli stabilimenti della Luxottica di Agordo a Valcozzena e di Cencenighe.

Poco dopo il cambio di turno delle 14, infatti, prima il boato (sentito in particolar modo ai piani alti) e poi la sirena dell’allarme hanno portato le migliaia di lavoratori dell’azienda sul piazzale esterno. Qui hanno trascorso all’incirca tre quarti d’ora. Gli operai hanno sentito distintamente la prima scossa, e in qualche caso anche la seconda. Durante la terza invece erano già nel cortile.

«Abbiamo seguito i protocolli aziendali che hanno come scopo principale la sicurezza dei lavoratori – spiegano da Luxottica – è suonata la sirena che ha fatto sgomberare i locali della fabbrica ed è partita la chiamata ai vigili del fuoco che sono intervenuti per controllare le condizioni dello stabilimento. Non sono stati riscontrati problemi e dopo quasi un’ora gli operai sono tornati al lavoro».

La paura (generata dal rumore percepito nettamente in quanto la fabbrica dista pochi chilometri dall’epicentro) non è tuttavia mancata come hanno testimoniato gli stessi lavoratori. Le scosse sono state sentite anche all’ospedale di Agordo dove però non si sono svolte operazioni particolari.

Che
non ci siano stati danni lo hanno appurato i vigili del fuoco, che in Agordino hanno compiuto solo gli interventi alle due sedi Luxottica. Ma le telefonate in cerca di informazioni arrivate al distaccamento e al Comando di Belluno sono state moltissime, oltre cinquanta.



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