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All’appello mancano quasi 22 mila certificati

Sono oltre 24 mila quelli previsti dall’Usl 1: duemila sono stati già consegnati. Duecento gli appuntamenti e le immunizzazioni fatte dall’inizio di settembre

BELLUNO. Mancano ancora 21.800 certificati vaccinali da stampare nell’Usl 1 per altrettanti ragazzi da 0 a 16 anni, che non hanno mai effettuato una vaccinazione, lo hanno fatto solo parzialmente o che sono a posto con le immunizzazioni ma devono avere questo documento per presentarlo entro le scadenze ministeriali alla scuola che frequentano. Dai primi giorni di settembre a oggi, l’Usl ha stampato appena 2 mila certificati a fronte degli oltre 24 mila previsti. Tra questi rientrano i 2.400 bimbi mai vaccinati negli ultimi 15 anni e i 1.500 nati nell’ultimo anno. Duecento sono stati gli appuntamenti e le somministrazioni vaccinali di recupero dei dieci sieri previsti dalla norma.

Nel frattempo, i telefoni del Dipartimento di Prevenzione sono «a dir poco roventi», commenta il direttore del Dipartimento, Fabio Soppelsa. «Sono in aumento, infatti, anche le richieste di maggiori informazioni da parte di molte famiglie», precisa la referente del Servizio vaccinale dell’Usl, Rosanna Mel. «La vaccinazione, infatti, deve essere una scelta consapevole e serena».

La scadenza dell’11 settembre per materne e nidi. «Sono pochi i bambini dell’asilo nido e della scuola materna che non hanno consegnato entro la data odierna (ieri, ndr) la documentazione necessaria», dice Soppelsa, riportando quanto riferitogli da svariati dirigenti scolastici. «Dal 21 settembre le scuole ci faranno avere i nominativi degli alunni che non hanno presentato alcuna autocertificazione o altri documento che attesti la prenotazione all’Ufficio igiene per la vaccinazione dei loro figli. A quel punto l’azienda provvederà ad inviare i due avvisi tramite raccomandata a/r per chiedere un colloquio con i genitori».

Come rispondere alle richieste. Il Dipartimento ha messo a disposizione tutto il suo personale: 12 medici e tutti gli infermieri. «Per fortuna da ieri, le famiglie possono scaricare il certificato vaccinale dal sito dell’Usl, che rinvia a quello regionale che funziona coma la App VaccinAZIONI Veneto. Ma per poter attivare sia l’applicazione che entrare nel sito regionale è necessario rivolgersi ai nostri ambulatori per dare il consenso al trattamento dei dati», dice Soppelsa.

Per agevolare le famiglie l’Usl ha messo a disposizione anche due numeri di telefono, uno a Feltre e l’altro a Belluno, inoltre i genitori possono richiedere il certificato direttamente agli ambulatori in orario di apertura; si può inviare la richiesta anche via mail. «I genitori potranno scaricarsi l’autodichiarazione dal sito e poi il 10 marzo presentare il certificato. Si può fissare l’appuntamento ed eseguire le vaccinazioni. In base alle nostre possibilità faremo fronte al maggior onere con sedute vaccinali straordinarie o con un aumento di orario», precisa ancora il direttore del Dipartimento.

L’incidenza vaccinale. Resta però il fatto che, «se il 90% delle famiglie bellunesi», come riferisce Mel, «vaccina i propri figli, c’è un 3-4% che non ritiene di usufruire di questa offerta di salute e il restante che non riesce a decidere cosa fare. Soprattutto verso il siero del morbillo c’è la maggiore reticenza. Anche per difterite e poliomielite c’è qualche

resistenza, dovuta al fatto che gli esiti di queste malattie non sono più visibili oggi». Per quanto riguarda il personale scolastico e sanitario, «al momento non c’è alcun obbligo a mettersi in regola con i dieci vaccini», conclude Mel.

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