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l’analisi dell’osservatorio provinciale 

Aumenta il gap tra i paperoni e le fasce reddituali più basse

BELLUNO. Negli ultimi 15 anni il reddito medio dei bellunesi è andato crescendo. Ma, rispecchiando una tendenza che si registra anche a livello nazionale, nello stesso periodo si è allargata la...

BELLUNO. Negli ultimi 15 anni il reddito medio dei bellunesi è andato crescendo. Ma, rispecchiando una tendenza che si registra anche a livello nazionale, nello stesso periodo si è allargata la “forbice” tra chi guadagna poco e chi può contare su entrate maggiori: cala, infatti, la disponibilità monetaria delle fasce reddituali più basse e aumenta quella dei cittadini che possiedono redditi più elevati. Ed è significativo lo scarto tra comuni: basti pensare che a Cortina, nel 2015, il reddito medio superava i 26 mila euro, mentre a Zoppè di Cadore si attestava appena sopra gli 11 mila.

Questo il quadro che emerge dall’Osservatorio provinciale delle dichiarazioni dei redditi Irpef. Uno nuovo strumento che va ad arricchire il portale dei Servizi informativi di Palazzo Piloni, che ha condotto un’analisi storica riferita al periodo tra il 2000 e il 2015, elaborando i dati forniti dal ministero dell’Economia e delle finanze. Dati che sono messi a confronto con quelli regionali e nazionali e che mostrano, come si diceva, un aumento del reddito medio delle famiglie bellunesi: considerando solo gli ultimi anni, si è passati dai 20.074 euro del 2013 ai 20.206 del 2014 e ai 20.814 del 2015 (valore, quest’ultimo, che si riferisce a quanto dichiarato al fisco nel 2016, per un imponibile totale di 3,3 miliardi). Più alto di quello provinciale, nel 2015, il reddito medio regionale (21. 623 euro), mentre quello nazionale si attestava a 20. 673 euro.

Parlando delle differenti classi di reddito, se si considera la fascia 0-15 mila euro si nota, nel periodo di riferimento, un calo pressoché costante sia della frequenza (cioè il numero di volte in cui la variabile presa in considerazione è significativa) che dell’ammontare del reddito. Per la fascia tra 15 mila e 55 mila euro (la percentuale più elevata dei contribuenti bellunesi guadagna tra i 15 e i 26 mila euro) crescono rapidamente ed equamente sia le frequenze che l’ammontare, almeno fino al 2007. Da quel momento la crescita rallenta e l’importo sale di più di quanto crescano le frequenze.

Significativo il fatto che sia andato aumentando il numero di persone che guadagna parecchio: nella fascia 75-120 mila euro si è saliti da 1.855 contribuenti nel 2014 a 1.983 nel 2015. Anche l’ammontare è passato da 169.733.845 a 182.209.496. I “Paperoni” della provincia, ossia coloro che si inseriscono nella fascia oltre i 120 mila euro, erano due anni fa 808, 34 in più rispetto al 2014 (774). L’imponibile, in questo caso, è però calato: da 178.914.593 a 176.844.471.

L’analisi dell’Osservatorio della Provincia è stata ampliata anche ai singoli comuni bellunesi: Cortina d’Ampezzo è quello con il reddito medio più alto (26.540 euro), seguito dal comune di Agordo (24.157), e dal comune capoluogo, Belluno, con 24.147 euro. Il reddito medio più basso si registra invece a Zoppè di Cadore (11.013 euro), seguito dai comuni di Lamon (15.556), Cibiana di Cadore (15.586) e Val di Zoldo (15.996 euro).

Il gap, come si evince, è notevole. Sul fronte della tipologia di reddito, quello da lavoro dipendente e assimilati, nel 2015, costituiva il 54% del totale (per un
ammontare di 1.751.098.987): una percentuale che si è mantenuta pressoché costante negli ultimi anni. A seguire il reddito da pensione, che costituisce il 30% (per 974.897.389 euro). La fetta del lavoro autonomo, per quasi 101 milioni, rappresenta il 3,1%.

Martina Reolon

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