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Fusione, nuovo rinvio per il referendum

Doccia fredda a Falcade-Canale, non si svolgerà il 22 ottobre. Costa: «Non sappiamo quando sarà»

FALCADE-CANALE D’AGORDO. Il referendum per la fusione tra i Comuni di Falcade e Canale d’Agordo non si svolgerà il 22 ottobre assieme a quelli per l’autonomia della Regione e della Provincia. La giunta regionale, guidata da Luca Zaia, ha evidentemente optato per non accorpare la consultazione sulla nascita del Comune unico della Valle del Biois con le altre, di fatto decidendo di non risparmiare un po’ di soldi pubblici (per il referendum di fusione tra Forno di Zoldo e Zoldo Alto sono stati spesi 38 mila euro).

Quando si svolgerà quello per la fusione tra Falcade e Canale ad oggi i due sindaci non hanno elementi per dirlo. Certo è, invece, che la questione sta ormai assumendo dei caratteri surreali. «Sono senza parole», dice infatti il sindaco di Falcade, Michele Costa, inglobando nella risposta sia l’effettiva assenza di notizie, sia l’incredulità e l’amarezza di fronte a quello che sta succedendo. «L’unica cosa che so è che il referendum per la fusione non si svolgerà il 22 ottobre. I tempi tecnici sono scaduti, visto che l’ultima data utile in cui la Giunta regionale avrebbe potuto esprimersi per fissare al 22 ottobre il nostro referendum era il 26 agosto. Ciò non si è verificato, quindi il 22 salta. Oggi non so ovviamente dire quando verrà fatto».

Una vicenda surreale, si diceva, che ha preso origine il 24 luglio 2016 quando i due consigli comunali di Falcade e Canale, riuniti assieme, avevano chiesto alla Regione di farsi promotrice del disegno di legge per la variazione delle circoscrizioni comunali mediante fusione dei Comuni di Falcade e Canale ed istituzione del nuovo Comune denominato Valle del Biois. L’aspettativa era di avere il referendum ad inizio 2017 in modo da anticipare le elezioni comunali di Falcade e andare (se i cittadini avessero detto sì alla fusione) al voto per il Comune unico in primavera. La Giunta regionale aveva approvato il disegno di legge il 9 agosto 2016 e lo aveva presentato al presidente del consiglio regionale il 9 novembre. Qui, però, le carte si erano bloccate fino all’11 gennaio quando la questione era stata discussa dalla prima commissione consiliare, presieduta da Marino Finozzi. Troppo tardi per far sì che si potesse votare in primavera. Falcade è così andata al voto con la convinzione (condivisa con Canale) che il referendum potesse finalmente svolgersi in autunno. Ciò era stato avvalorato dal fatto che il 26 luglio il consiglio regionale aveva approvato all’unanimità il disegno di legge per l’istituzione del nuovo Comune.

Soddisfatti, i sindaci Michele Costa e Rinaldo De Rocco avevano chiesto che il referendum venisse accorpato a quello per l’autonomia del Veneto. Una richiesta di buon senso legata sia alla speranza di portare

più gente alle urne, sia a quella di risparmiare soldi pubblici. Palazzo Balbi non è stato dello stesso avviso, lasciando dubbi sul fatto che l’autonomia della Regione basti ad avvicinarla agli enti periferici che alla lontananza di quelli superiori sono da tempo vaccinati.
 

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