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Bigontina e Rio Gere, mattinata d’ansia a Cortina

I due torrenti si sono di nuovi riempiti ma il pronto intervento del Genio Civile e dei Vigili del fuoco ha evitato problemi

CORTINA. La pioggia scesa tra lunedì e ieri ha fatto ingrossare nuovamente il torrente Bigontina, nell’abitato di Alverà. Ghiaia e melma hanno alzato il livello anche del torrente Rio Gere. I fiumi non sono esondati grazie all’immediato intervento delle ruspe.

A monitorare la situazione, sino alla fine di ottobre, ci sono i volontari della Protezione civile, che hanno dato l’allarme in tempo. L’alveo dei ruscelli era stato completamente ripulito dopo la colata scesa dal Cristallo nella notte tra il 4 e il 5 agosto.

Ieri sassi, ghiaia e melma hanno nuovamente ingrossato il torrente. Sul posto i mezzi del Genio civile e i Vigili del fuoco.

I residenti di Alverà, che poco più di un mese fa si sono visti le case inondate di fango dopo che il Bigontina era esondato, ieri mattina hanno temuto il peggio. In tanti si sono diretti sulle rive del torrente per controllare la situazione. La pioggia ha però smesso di scendere già nel primo pomeriggio. Le temperature sono repentinamente calate ed a Rio Gere sono scesi fiocchi di neve. In quota è invece nevicato per tutto il giorno.

«Le zone di Alverà, Rio Gere e Lago Scin sono continuamente monitorate, come prevede il piano di emergenza», spiega il vice sindaco Luigi Alverà, che ha delega alla Protezione civile, «e quindi c’erano anche in questa occasione i volontari della Protezione civile a controllare. È scesa parecchia pioggia, ma non si sono formati temporali intensi che sono quelli che provocano le colate detritiche. Nel pomeriggio, con l’ulteriore abbassamento delle temperature, sono calate anche le preoccupazioni. Abbiamo comunque allertato immediatamente il Genio civile che ha predisposto una pulizia immediata del materiale che si è accumulato».

Le ruspe hanno lavorato sia in Alverà e sia a Rio Gere per togliere il materiale e consentire all’acqua il suo normale deflusso. A Lago Scin il torrente si è alzato, ma non ci sono stati allarmi particolari. «Il fiume è gonfio», ammette Carlo Festini, chef del ristorante Lago Scin che ad agosto è stato distrutto dalla frana, «ma non ci siamo preoccupati più di tanto. C’è sempre stato parecchio spazio per far passare l’acqua e la ghiaia che c’erano». Più allarmante era la situazione a Rio Gere dove il ponte sopra il torrente non è stato invaso dalla ghiaia e dall’acqua per pochi centimetri. «Il ruscello è di nuovo pieno», ammette Enrico Ghezze, amministratore di Cortina Cube , «ma con la pioggia in diminuzione questa volta ce la siamo cavata. Fino
a lunedì era tutto perfetto. L’alveo era stato completamente ripulito ed era vuoto. Ora è tutto da svuotare, purtroppo è stato vanificato un mese di lavoro».

Alessandra Segafreddo

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