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Cocaina in centro a Belluno, chiesti 13 anni per due albanesi

La procura ha domandato sei anni e otto mesi per Jella e sei e quattro per Turja. Martedì la sentenza. Il terzo indagato ha patteggiato e il quarto va al dibattimento

BELLUNO. Coca e marijuana in città. A chili. Nel lungo rito abbreviato, il pubblico ministero Sartorello ha chiesto sei anni e otto mesi di condanna per Besjan Jella e sei anni e quattro mesi per Fredjan Turja per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I due cugini albanesi erano stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Belluno nel giugno dell’anno scorso e rinchiusi nelle carceri di Treviso e Pordenone (in un secondo momento Vicenza). Jella, 32 anni, è difeso dai trevigiani Serpico e Crea e risulta residente a Gaiarine; Turja , 27 anni ha scelto il bellunese Giorgio Gasperin e il pordenonese Magaraci e vive abitualmente a Brugnera di Pordenone. I difensori puntano all’assoluzione, intanto il giudice per le udienze preliminari Scolozzi ha rinviato per repliche a martedì prossimo, quando ci sarà anche la sentenza.

Nello stesso filone d’inchiesta, c’erano altri due indagati, ma con posizioni più leggere, che compravano e rivendevano: Mauro Girardo ha patteggiato un anno e quattro mesi, difeso da Montoneri, mentre Roberto Dal Borgo sarà processato con il rito ordinario, a partire dal 6 giugno dell’anno prossimo. Jella e Turja sono accusati di aver detenuto, trasportato e spacciato diversi etti di droga al mese, tra dicembre 2014 e giugno 2016. Secondo la procura della Repubblica, vendevano dosi di coca a un prezzo che andava dai 60 agli 80 euro al grammo. Avevano una clientela fedele e potevano anche consegnare a domicilio, come nel caso di una persona, che avrebbe acquistato tra le quindici e le venti volte per un costo sui 3 mila euro.

Sempre Jella è accusato di aver venduto cocaina per più di un etto, suddivisa in ovuli di carta stagnola per un valore di più di 10 mila euro a tre bellunesi, a Gaiarine, in provincia di Treviso. Ne aveva un altro etto destinato alla cessione, difficilmente a un uso strettamente personale.

Turja avrebbe passato un chilo di hashish e uno di marijuana a Girardo, il quale avrebbe provveduto a venderne almeno due etti a persone che non sono state identificate.

L’altro bellunese coinvolto nell’inchiesta è Roberto Dal Borgo, che è imputato non solo per detenzione e spaccio, ma anche per intralcio alla giustizia. Per la prima ipotesi di reato, l’accusa è quella di aver comprato cocaina dai due albanesi, per cederla a un assuntore in particolare, ma anche ad altre persone, che per adesso non hanno nome e cognome. Mentre
per la seconda avrebbe rivelato ai fornitori che i carabinieri li stavano indagando, sulla base del fatto che due assuntori erano stati ascoltati in caserma. In questo modo, li avrebbe aiutati a eludere le indagini, che comunque sono arrivate fino in fondo con gli arresti e i processi.

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